SYDNEY - Kyle Sandilands passa all’attacco e avvia ufficialmente la battaglia legale contro ARN, la società radiofonica che ha interrotto il suo contratto da 100 milioni di dollari.
Il conduttore, tra i più noti e controversi della radio australiana, sostiene che la rescissione sia stata illegittima e senza giustificato motivo.
Oggi, all’ingresso della Corte Federale di Sydney, Sandilands non ha nascosto la sua posizione. “Sono contento che si possa iniziare. Voglio solo tornare al lavoro il prima possibile. Ho una famiglia da mantenere”, ha dichiarato ai giornalisti.
La causa punta a dimostrare che non ci sarebbe stato alcun comportamento grave tale da giustificare la rottura del contratto. Inoltre, Sandilands sostiene che la decisione di ARN violi anche l’Australian Consumer Law.
La società, proprietaria della rete KIIS FM, ha respinto le accuse e ha già annunciato che difenderà la propria posizione in tribunale. Nel procedimento è coinvolta anche la controllata Commonwealth Broadcasting Corporation.
Alla base della battaglia legale c’è la fine improvvisa del celebre “Kyle and Jackie O Show”, per anni leader negli ascolti a Sydney ma con risultati più deboli nelle espansioni a Melbourne e Brisbane. La rottura è arrivata dopo un acceso confronto in diretta tra Sandilands e la co-conduttrice Jackie “Jackie O” Henderson.
Durante la trasmissione del 20 febbraio, Sandilands aveva criticato aspramente la collega per un segmento dedicato all’oroscopo del principe Andrew. “Sei completamente fuori strada, non sai nemmeno di cosa stai parlando”, aveva detto in onda.
Pochi giorni dopo, Henderson ha comunicato di non voler più lavorare con lui, innescando la decisione di ARN di chiudere anticipatamente l’accordo milionario. Il 3 marzo Sandilands è stato sospeso e ha ricevuto una contestazione per presunta condotta grave.
Il conduttore ha sempre respinto ogni accusa, sostenendo di non aver violato i termini contrattuali. La causa ora rappresenta un passaggio decisivo per chiarire se la rottura sia stata giustificata o meno.
La posta in gioco è alta, sia sul piano economico sia su quello reputazionale. Per ARN si tratta di difendere una scelta aziendale delicata, mentre per Sandilands è l’occasione per rientrare nel settore e recuperare uno dei contratti più rilevanti della radio australiana.
Il confronto in aula si preannuncia lungo e complesso, con possibili ripercussioni su tutto il settore dei media.