Quando nel gennaio del 1951 la piccola città ligure di Sanremo accolse la prima edizione del suo Festival della Canzone, nessuno poteva immaginare che quello spettacolo, nato come iniziativa per ravvivare il turismo invernale, sarebbe presto diventato simbolo della cultura popolare italiana. Protagonista di lunghi inverni televisivi e radiofonici, il Festival ha attraversato decenni facendo emergere voci indimenticabili e trasformando canzoni in classici senza tempo.

La prima ad aggiudicarsi il premio fu Nilla Pizzi (nella foto) con Grazie dei fiori, una melodia che ancora oggi riecheggia come simbolo dell’inizio di un’epoca musicale italiana. L’anno seguente fu ancora la stessa interprete a trionfare con Vola colomba, confermando il suo ruolo dominante nei primi anni dello spettacolo canoro. Nel 1953 la vittoria andò a Carla Boni e Flo Sandon’s con Viale d’autunno, segnando l’inizio delle edizioni in cui le canzoni venivano eseguite da più artisti, una peculiarità delle prime stagioni del Festival. Nel 1954 fu la volta di Giorgio Consolini e Gino Latilla con Tutte le mamme, mentre nel 1955 Claudio Villa e Tullio Pane conquistarono il pubblico con Buongiorno tristezza, un titolo che, pur geograficamente lontano dall’ottimismo, catturò l’anima melodica del tempo. L’anno successivo a imporsi fu Franca Raimondi con Aprite le finestre, un invito metaforico, e quasi simbolico, ad abbracciare i nuovi orizzonti culturali degli anni ’50.

Il 1957 vide Claudio Villa e Nunzio Gallo primeggiare con Corde della mia chitarra, mentre nel 1958 si compì un momento destinato alla leggenda: Domenico Modugno e Johnny Dorelli vinsero con Nel blu dipinto di blu, una canzone che attraversò i confini nazionali e divenne internazionalmente nota come Volare, conquistando persino i palcoscenici internazionali. Modugno e Dorelli bissarono l’anno successivo con Piove (Ciao ciao bambina), consolidando il loro dominio in chiave melodica e festosa. Nel 1960 Tony Dallara e Renato Rascel vinsero con Romantica, una canzone che evocava le grandi atmosfere orchestrali dell’epoca e suggellava la transizione verso i ’60.

Nel decennio successivo, Sanremo continuò a essere un crocevia di voci forti e significati culturali. Nel 1961 Betty Curtis e Luciano Tajoli vinsero con Al di là, mentre nel 1962 Modugno e Villa si ritrovarono insieme sul palco con Addio... addio. Nel 1963 il Festival incoronò Tony Renis ed Emilio Pericoli con Uno per tutte, e nel 1964 Gigliola Cinquetti e Patricia Carli conquistarono il pubblico con Non ho l’età (Per amarti); quest’ultima canzone portò Cinquetti anche alla vittoria all’Eurovision Song Contest, un traguardo che segnò l’inizio della sua carriera internazionale.

Il 1965 fu l’anno di Bobby Solo e The New Christy Minstrels con Se piangi se ridi, mentre nel 1966 Modugno e Cinquetti si imposero ancora una volta con Dio come ti amo, un brano dalla profondità emotiva straordinaria. Nel 1967 trionfarono Claudio Villa e Iva Zanicchi con Non pensare a me, mentre il 1968 vide Sergio Endrigo e Roberto Carlos primeggiare con Canzone per te, riflesso di un’epoca musicale sempre più internazionale. Nel 1969 la vittoria andò a Bobby Solo e Iva Zanicchi con Zingara, che diventò un classico popolare.

L’inizio degli anni ’70 vide l’ironia di Adriano Celentano e Claudia Mori trionfare con Chi non lavora non fa l’amore, una canzone che rispecchiava con umorismo e provocazione i cambiamenti sociali di quegli anni. Nel 1971 Nada e Nicola Di Bari conquistarono il pubblico con Il cuore è uno zingaro, mentre l’anno dopo Di Bari vinse da solo con I giorni dell’arcobaleno, un inno poetico che rimase nel cuore degli ascoltatori. La decennale ascesa dei cantautori proseguì e nel 1973 Peppino Di Capri vinse con Un grande amore e niente più, mentre nel 1974 Zanicchi si aggiudicò la vittoria con Ciao cara come stai?, consolidando la sua presenza nel panorama musicale italiano. Nel 1975 una voce nuova come Gilda trionfò con Ragazza del Sud, portando sul palco un’energia mediterranea e fresca.

Nel resto degli anni ’70, Di Capri tornò a vincere nel 1976 con Non lo faccio più, nel 1977 fu il gruppo Homo Sapiens a emozionare con Bella da morire, mentre nel 1978 il sound sofisticato dei Matia Bazar conquistò tutti con E dirsi ciao. Nel 1979 Mino Vergnaghi portò al successo Amare, una ballata intensa che coronava una decade ricca di evoluzioni stilistiche.

Gli anni ’80 furono un mosaico di stili, con voci legate alla tradizione melodica e nuove sonorità pop. Nel 1980 Toto Cutugno vinse con Solo noi, mentre nel 1981 Alice conquistò il pubblico con Per Elisa e nel 1982 Riccardo Fogli si impose con Storie di tutti i giorni. Nel 1983 Tiziana Rivale trionfò con Sarà quel che sarà, e l’anno dopo fu la volta di Al Bano e Romina Power con Ci sarà, un duetto che divenne simbolo di un’Italia sentimentale e internazionale.

Il 1985 segnò la vittoria dei Ricchi e Poveri con Se m’innamoro, mentre nel 1986 Eros Ramazzotti vinse con Adesso tu, un brano che fece da trampolino di lancio alla sua carriera mondiale. Nel 1987 il trio formato da Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi trionfò con Si può dare di più, e nel 1988 Massimo Ranieri conquistò tutti con Perdere l’amore. Il 1989 vide la vittoria di Anna Oxa e Fausto Leali con Ti lascerò, un duetto intenso e appassionato che chiudeva un decennio fertile di talento.

Gli anni ’90 furono un’altra onda di creatività: nel 1990 il gruppo Pooh vinse con Uomini soli, e nel 1991 Riccardo Cocciante trionfò con Se stiamo insieme. Il 1992 premiò Luca Barbarossa con Portami a ballare, mentre nel 1993 Ruggeri si impose con Mistero. Nel 1994 Aleandro Baldi vinse con Passerà, e due anni più tardi, nel 1995, fu Giorgia ad aggiudicarsi il premio con Come saprei, una performance che consacrò la sua voce unica.

Il 1996 rimane nella memoria per la vittoria di Ron e Tosca con Vorrei incontrarti fra cent’anni, un duetto poetico che ancora oggi emoziona. Nel 1997 la coppia Jalisse convinse con Fiumi di parole, mentre nel 1998 Annalisa Minetti si distinse vincendo sia la sezione Nuove Proposte che quella Big con Senza te o con te, un risultato raro. Nel 1999 Anna Oxa riportò in vetta Senza pietà, chiudendo il decennio con un brano potente.

Con l’arrivo del nuovo millennio, il Festival di Sanremo continuò a rinnovarsi senza perdere il suo fascino storico. Nell’anno 2000 Piccola Orchestra Avion Travel vinse con Sentimento, mentre nel 2001 Elisa conquistò il pubblico con Luce (Tramonti a nord est). Nel 2002 fu di nuovo la volta dei Matia Bazar con Messaggio d’amore, nel 2003 Alexia trionfò con Per dire di no e nel 2004 Marco Masini vinse con L’uomo volante, una ballata intensa e poetica. Nel 2005 Francesco Renga conquistò il pubblico con Angelo, mentre nel 2006 Povia si impose con Vorrei avere il becco. Il 2007 vide la vittoria di Simone Cristicchi con Ti regalerò una rosa, una canzone che raccontava con delicatezza un tema sociale profondo. Nel 2008 il duetto Giò Di Tonno e Lola Ponce trionfò con Colpo di fulmine, seguito nel 2009 da Marco Carta con La forza mia, un canto di speranza e determinazione.

Gli anni Dieci portarono una ventata di modernità: nel 2010 Valerio Scanu vinse con Per tutte le volte che..., nel 2011 fu Roberto Vecchioni con Chiamami ancora amore ad emozionare tutti, e nel 2012 Emma Marrone si impose con Non è l’inferno. Nel 2013 Marco Mengoni spuntò alla ribalta con L’essenziale, un brano intenso e riflessivo, e nel 2014 Arisa conquistò con Controvento. Nel 2015 il trio Il Volo si impose con Grande amore, mentre nel 2016 la band Stadio vinse con Un giorno mi dirai. Nel 2017 Francesco Gabbani fece ballare l’Italia con Occidentali’s Karma, mentre nel 2018 Ermal Meta e Fabrizio Moro toccarono le corde più profonde con Non mi avete fatto niente. Nel 2019 Mahmood stupì tutta l’Italia con Soldi, un brano che unì sonorità moderne e testi profondi, e nel 2020 Diodato conquistò il pubblico con Fai rumore, una canzone che divenne simbolo di resilienza, visto che in quei giorni la pandemia costrinse in casa l’Italia intera. Nel 2021 la rock band Måneskin trionfò con Zitti e buoni e portò la sua energia anche all’Eurovision Song Contest vincendolo, mentre nel 2022 Mahmood e Blanco la spuntarono con Brividi, un duetto vibrante di sentimento. Nel 2023 Mengoni tornò sul palco vincendo con Due vite, e nel 2024 Angelina Mango conquistò pubblico e critica con La noia, segnando l’unica vittoria femminile nella recente decade.

La 75ª edizione del 2025 fu vinta da Olly (nella foto) con Balorda nostalgia, una canzone che ha saputo imprimere nel pubblico un senso di malinconia universale e restituire al Festival una freschezza giovane. Da Nilla Pizzi a Olly, 75 anni di storia sanciscono il Festival di Sanremo non solo come competizione musicale, ma come specchio culturale delle trasformazioni sociali e sonore dell’Italia, un filo rosso che continua a legare generazioni attraverso note, parole e vibrazioni che restano nel cuore.