Sayf, l’underdog di Sanremo 2026, era ‘nascosto’ proprio in Liguria, con lunghi dreadlock e un carattere deciso. Appena arrivato al Festival ha voluto chiarire subito: “Non sono il Ghali 2.0”. Il suo brano Tu mi piaci tanto prometteva già dal primo ascolto: un testo sincero e diretto che fotografa la realtà italiana, citando alluvioni in Liguria e Romagna, Silvio Berlusconi e persino Luigi Tenco, senza dimenticare un messaggio positivo e motivante, accompagnato da un ritmo martellante e un ritornello d’amore ipnotico. Nella gara è arrivato secondo dietro Sal Da Vinci, ma ha dominato il televoto con il 26,4%. “Uno parte senza sperare niente ovviamente, quindi quando arrivi lì ci speri, è quasi come perdere ai rigori”, racconta Adam Sayf Viacava, classe 1999, nato a Genova da mamma tunisina e papà italiano. “Ma sono contento perché la canzone di Sal mi piace tanto”. 

Per Sayf, essere sul palco di Sanremo è già una grande vittoria. “Anche nella mia squadra c’è gente che magari non faceva questo mestiere, quindi mi sento un po’ come se avessi fatto un nuovo Leicester”, scherza riferendosi alla sorprendente squadra campione d’Inghilterra del 2016 guidata da Claudio Ranieri. Una parte importante del suo percorso al Festival è stata condivisa con sua madre Samia, presente con lui nelle esibizioni e nelle cover della settimana. “La mamma è la cosa più importante della vita, spero per tutti. Per me è stato un orgoglio condividere quella settimana con lei. Le ho fatto una sorpresa portandola sul palco, lei non lo sapeva”, racconta Sayf. Samia, donna tunisina dai lunghi ricci e dal sorriso dolce e timido, ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo musicale del figlio: “Io amo la musica e per colpa mia Adam sente la musica e balla già dal pancione. Accendevo la radio e gli sussurravo: ‘Adesso si balla, piccolino!’”. Racconta anche dei sacrifici di Sayf: ha lavorato in panificio e in vari lavoretti per finanziare le registrazioni senza chiedere soldi alla madre. Durante la conferenza stampa pre-Sanremo si era preparato la pizza da solo e, durante il Festival, si era simpaticamente improvvisato barista in un caffè di Sanremo. 

Accanto a Sayf sul podio Margherita Carducci, in arte Ditonellapiaga, classificatasi terza con Che fastidio!. L’artista romana ha definito la partecipazione al Festival come “un sogno surreale” e ha sottolineato l’importanza di rimanere fedeli a se stessi, anche sotto la pressione mediatica. Il brano unisce sonorità pop a influenze ironiche, affrontando insicurezze e fastidi quotidiani, ma anche temi delicati come il ‘drink spiking’, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico in modo diretto. Ditonellapiaga ha spiegato che la canzone nasce da una combinazione di riflessione personale e osservazione della realtà giovanile, creando un equilibrio tra leggerezza e consapevolezza. 

Ditonellapiaga ha raccontato il percorso emotivo della gara: dall’entusiasmo alla tensione, fino alla sorpresa di vedersi sul podio. “Non mi aspettavo nemmeno di arrivare al Festival, figuriamoci di piazzarmi sul podio. È stata un’esperienza piena di sorprese, emozioni e adrenalina”, ha detto. La sua vittoria non è stata solo musicale, ma anche personale e simbolica, rappresentando la conquista della propria autenticità in un contesto competitivo. Ha inoltre condiviso il rapporto con il pubblico: “La cosa più bella è stata sentire che le persone si sono identificate nella mia musica e nel mio messaggio. Questa è la vera vittoria, il sentirsi capiti e apprezzati per quello che sei”. Il successo di Ditonellapiaga consolida la sua presenza nel panorama musicale italiano, portando un messaggio di autoaffermazione e leggerezza consapevole. 

La sua storia, così come quella di Sayf, racconta sacrifici, passione e determinazione. Entrambi incarnano la forza della nuova generazione musicale italiana, capace di trasmettere messaggi autentici e di raccontare la realtà contemporanea. Sayf con la forza del racconto sociale e Ditonellapiaga con ironia e leggerezza, dimostrano che Sanremo rimane un palcoscenico dove l’arte incontra la vita, e che l’autenticità e la passione possono superare pressioni e aspettative.

Sayf e Ditonellapiaga rappresentano due modi complementari di vivere la musica: il primo con testi socialmente impegnati e melodie coinvolgenti, la seconda con ironia e messaggi profondi nascosti tra note pop. Entrambi trasformano l’esperienza artistica in racconto umano, mostrando che Sanremo non è solo competizione, ma occasione di espressione autentica e riflessione sui temi della contemporaneità. Sayf porta sul palco la sua storia familiare e sociale, il legame con la madre e la maturità precoce; Ditonellapiaga parla dei fastidi quotidiani e dei temi giovanili, trasmettendo messaggi importanti senza rinunciare all’appeal pop. 

Il Festival 2026 ha confermato la sua capacità di raccontare l’Italia contemporanea: le sfide, le speranze, le emozioni di una generazione che vuole essere protagonista e autentica. La finale, con Sayf secondo e Ditonellapiaga terza, è stata un trionfo di talento e sincerità, dimostrando che la vera vittoria non sta solo nel primo posto, ma anche nel lasciare un segno e nel far arrivare un messaggio.