WASHINGTON – Per la prima volta in oltre mezzo secolo il mondo è privo di limiti vincolanti per gli arsenali nucleari strategici di Usa e Russia, che insieme possiedono circa l’85% delle testate atomiche mondiali. Il New Start, l’ultimo trattato in vigore in materia tra i due Paesi, firmato nel 2010, è formalmente scaduto il 5 febbraio e una proroga non è più tecnicamente possibile. Col rischio di una nuova corsa agli armamenti, come ha avvisato anche il segretario generale dell’Onu António Guterres.
Washington e Mosca, secondo Axios, sarebbero tuttavia vicine a un accordo informale per rispettare il New Start oltre la sua scadenza, per almeno sei mesi durante i quali negoziare un nuovo trattato. Ma il piano deve ancora ricevere l’approvazione di entrambi i Presidenti e in ogni caso si tratterebbe di un’intesa “basata su una stretta di mano”, quindi non giuridicamente vincolante.
Intanto Pechino, più volte chiamata in causa dagli Usa, esclude di partecipare a discussioni sulle armi nucleari in questa fase.
Per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, “invece di prorogare - scrive su Truth - il trattato New Start (un accordo mal negoziato dagli Stati Uniti che, tra l’altro, viene gravemente violato), dovremmo incaricare i nostri esperti in materia nucleare di elaborare un nuovo trattato, migliorato e modernizzato, che possa durare a lungo nel futuro”.
Le trattative si sono svolte nelle ultime ore ad Abu Dhabi, dove gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, hanno negoziato sul New Start con funzionari russi a margine dei colloqui sulla guerra in Ucraina, durante la quale peraltro Vladimir Putin ha più volte evocato la minaccia di un attacco nucleare. I colloqui si sono svolti senza la partecipazione attiva dei funzionari del dipartimento di Stato specializzati in controllo degli armamenti.
“Abbiamo concordato con la Russia di operare in buona fede e di avviare una discussione su modi per aggiornarlo”, ha detto un funzionario statunitense. Un’altra fonte ha aggiunto che, praticamente, entrambe le parti accetterebbero di rispettare i termini dell’accordo per almeno sei mesi, periodo durante il quale si negozierà un possibile nuovo trattato.
Nel frattempo, forse anche per evitare eventuali incidenti, il Comando europeo degli Stati Uniti ha annunciato la ripresa del dialogo militare tra Usa e Russia, sospeso nel 2021 prima dell’invasione russa dell’Ucraina. “Mantenere un dialogo tra le forze armate è un fattore importante per la stabilità e la pace globali, che possono essere raggiunte solo attraverso la forza, e fornisce un mezzo per aumentare la trasparenza e la de-escalation”, ha affermato il Comando europeo delle forze Usa.
La decisione è stata presa anche a seguito dei “progressi produttivi e costruttivi” nei colloqui di pace sull’Ucraina di Abu Dhabi tra americani e russi.
Il Cremlino si è detto “rammaricato” per la scadenza del trattato e il ministero degli Esteri russo si è lamentato che “le nostre proposte sono state deliberatamente ignorate”, dopo che Putin aveva proposto una proroga di un anno.