MADRID – “Un ministro dell’Interno che copre una presunta aggressione sessuale, uno stupro”. Così il segretario del Partido Popular (PP) si è rivolto in Parlamento al ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, esigendone le dimissioni.

Ciò nel contesto dell’inchiesta aperta nei confronti del direttore operativo del Corpo nazionale di Polizia José Ángel González, accusato di presunta violenza sessuale da una collega della Polizia nazionale, che si è poi dimesso. Durante l’ora delle domande alla Camera bassa, Miguel Tellado ha accusato l’esecutivo di “coprire presunti delinquenti” e di “marcire tutto ciò che tocca”.

E ha incalzato: “Schifoso femminismo quello di questa sinistra contro il divieto del burqa, ma a favore di coprire stupri di un dirigente della Polizia”.

“Non accetterò calunnie di questo tipo”, ha detto Marlaska rivolto ai banchi dell’opposizione, annunciando azioni legali verso chi insinui insabbiamenti. Il ministro dell’Interno ha ribadito di non essere stato a conoscenza della denuncia di un’ispettrice di Polizia nei confronti del massimo vertice operativo del Corpo nazionale. “Mi dimetterò solo se la vittima non si è sentita protetta. Se ritiene che le ho mancato, mi dimetterò”, ha dichiarato Marlaska.

Già al suo arrivo alla Camera, il ministro aveva assicurato che “evidentemente non sapevamo nulla. Se avessimo avuto la minima conoscenza di fatti di tale gravità avremmo chiesto le dimissioni immediate” del capo della Polizia.

“Non ne abbiamo saputo nulla fino a ieri”, ha detto il titolare dell’Interno, e “una volta letto il contenuto della querela, per la gravità dei fatti e per salvaguardare il prestigio della Polizia nazionale abbiamo richiesto le dimissioni e la cessazione immediata del direttore aggiunto operativo della Polizia”, ha aggiunto.

Davanti al Congresso dei deputati, la vicepremier con delega alle Finanze Maria Jesús Montero ha sottolineato che il governo ha agito rapidamente dopo la notizia della denuncia e “ha fatto quanto doveva, il signor Marlaska ha fatto ciò che doveva fare”, ha detto in relazione alla richiesta di “cessazione immediata” dalle funzioni del direttore operativo della Polizia nazionale.

In un messaggio riversato su X, il leader del Partido Popular Alberto Núñez Feijóo contrattacca affermando che “il grande argomento del governo per giustificare che un presunto stupratore sia rimasto a capo della Polizia nazionale è che l’hanno scoperto ieri. Ieri, con una denuncia presentata il 9 gennaio, oltre un mese fa, e su un’aggressione del 23 aprile di un anno fa”.

“Al di là del fatto che nessuno ci crede” che il governo fosse all’oscuro della denuncia, scrive Feijóo, “realmente pretende che accettiamo che un ministro dell’Interno non abbia idea che i suoi vertici di Polizia commettano e coprano crimini?”.

Il responsabile del partito conservatore segnala poi che l’alto dirigente sotto inchiesta era stato prorogato nell’incarico da Marlaska. “È stato lui ad aver prorogato il suo pensionamento sostenendo avesse un profilo ‘indiscutibile’, quindi è lui che deve assumere le conseguenze”, sostiene Feijóo nel messaggio.

“Per rispetto alle donne e a tutta la Polizia che ci protegge, Marlaska deve dimettersi stamattina stessa o [il primo ministro Pedro Sánchez] deve cessarlo dall’incarico questo pomeriggio”, conclude il presidente del Partido Popular.

Intanto Marlaska ha informato di aver chiesto di “sollevare da qualsiasi responsabilità nelle sue funzioni attuali” il commissario Óscar San Juan, consigliere di González.

In dichiarazioni ai cronisti al Congresso spagnolo, il ministro ha spiegato di aver chiesto “l’apertura di un’indagine riservata” nei confronti di San Juan, sospeso dalle funzioni mentre sono in corso le verifiche. Il commissario è accusato di “pressioni” per aver cercato di costringere la vittima a non denunciare González per l’aggressione subita, arrivando ad offrirle un incarico a sua scelta in cambio del silenzio.