BUENOS AIRES - Lo scandalo sul presunto dirottamento milionario di denaro all’interno dell’Associazione del football argentino (Afa) continua ad allargarsi e porta alla luce nuovi dettagli sulle manovre che coinvolgerebbero dirigenti dell’ente calcistico e l’uomo d’affari Javier Horacio Faroni, che fino a poco tempo era noto quasi esclusivamente come produttore teatrale e imprenditore dello spettacolo.
Già membro del consiglio di amministrazione di Aerolíneas Argentinas durante il governo di Alberto Fernández ed ex deputato della Provincia di Buenos Aires per il Frente Renovador, il movimento politico guidato da Sergio Massa, Faroni ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più centrale nel business del calcio: è infatti il proprietario di Deportick, la piattaforma di biglietteria che dal 2023 gestisce la vendita dei biglietti per le partite della nazionale argentina.
Nel corso delle perquisizioni effettuate martedì nella sede dell’Afa, la magistratura ha rinvenuto un contratto chiave firmato tra l’associazione e una società a lui collegata, la TourProdEnter LLC, registrata in Florida, che era stata designata ufficialmente come agente commerciale esclusivo all’estero.
Questa azienda, amministrata dalla compagna di Faroni, Érica Gabriela Gillette, avrebbe gestito circa 260 milioni di dollari dell’Afa all’estero e, sempre secondo l’accusa, dirottato almeno 42 milioni di dollari verso aziende considerate fittizie con sede a Miami, tra cui Soagu Services Llc, Marmasch Llc, Velp Llc e Velpasalt Global Llc.
Il contratto porta la data del 9 dicembre 2021 ed è stato firmato dal presidente dell’Afa Claudio “Chiqui” Tapia e dal segretario esecutivo Pablo Toviggino.
L’accordo conferisce all’azienda il potere di rappresentare l’Afa fino al 31 dicembre 2026, stipulando contratti di sponsorizzazione, marketing e patrocinio capaci di generare introiti per l’Afa. Prevede una commissione del 30% su ogni somma incassata a favore dell’ente, più un ulteriore 10% per “gestione logistica”.
Per comprendere il funzionamento di questa rete è necessario partire dalle fonti di reddito dell’Afa. La principale deriva dalle partite amichevoli internazionali disputate dalla squadra guidata da Lionel Scaloni durante le “Finestre Fifa” (periodi in cui le squadre lasciano libero i giocatori per rispondere alle chiamate della loro Nazionale), a cui si aggiungono sponsor, diritti pubblicitari e premi sportivi. Tutti questi introiti, in teoria, dovrebbero essere rendicontati nei bilanci ufficiali dell’Afa e comunicati ai club affiliati.
Nel circuito internazionale operano società specializzate, i cosiddetti Fifa Match Agent, incaricate di organizzare amichevoli e tournée, non solo sul piano sportivo ma anche commerciale ed eventi collaterali.
La denuncia che ha dato impulso all’inchiesta nasce dopo che l’AFA non avrebbe rispettato un contratto per l’organizzazione di amichevoli e tournée internazionali. L’accordo prevedeva che la società World Eleven, guidata dall’imprenditore Tofoni, gestisse le partite della Nazionale tra novembre 2022 e fine 2023, coprendo di fatto due cicli mondialisti.
Secondo quanto emerso, la rottura sarebbe avvenuta dopo la vittoria del Mondiale in Qatar, quando l’Afa affidò a una società sconosciuta, la ProSport Live Llc, l’organizzazione di due amichevoli celebrative in Argentina: una contro Curaçao a Santiago del Estero e l’altra contro Panamá a Buenos Aires.
Questo episodio ha sollevato forti sospetti su numerosi altri incontri organizzati dall’Associazione. Uno dei punti centrali della denuncia riguarda l’amichevole disputata dalla Nazionale argentina a Pechino contro l’Australia il 15 giugno 2023.
Secondo Tofoni, l’incontro avrebbe generato 7 milioni di dollari di ricavi, ma il denaro sarebbe stato versato su un conto a Miami intestato a TourProdEnter Lla, una società formalmente non riconducibile all’AFA, che secndo la denuncia presentata da Tofoni “non presenta una struttura coerente con i servizi che dichiara di offrire né con l’enorme quantità di denaro che gestisce. Dispone unicamente di un indirizzo in una suite all’interno di un edificio”.
Tutti questi elementi sarebbero stati confermati dai documenti sequestrati durante le perquisizioni, che sono state eseguite anche nel centro sportivo dell’Afa a Ezeiza e nell’abitazione privata di Faroni.
L’operazione è stata disposta dal giudice federale Luis Armella - su richiesta della Procura Federale n. 2 di Lomas de Zamora, guidata da Cecilia Incardona - in coordinamento con la Procura per la Criminalità Economica e il Riciclaggio di Denaro (Procelac).
Ora la Magistratura dovrà analizzare il materiale per stabilire validità, portata degli accordi e percorso dei flussi finanziari.