LONDRA - Scotland Yard ha arrestato a Londra Peter Mandelson, 72 anni, ex figura chiave del New Labour di Tony Blair ed ex ministro per le Imprese, l’innovazione e le competenze nel governo laburista di Gordon Brown.  

L’accusa è di “condotta illecita nell’esercizio di funzioni pubbliche”, per aver condiviso – quando era membro dell’esecutivo nei primi anni Duemila – informazioni governative riservate con il finanziere americano Jeffrey Epstein. 

Il fermo è avvenuto nel centro della capitale britannica, dopo perquisizioni in due proprietà dell’ex politico. Mandelson, già commissario europeo al Commercio tra il 2004 e il 2008, era stato richiamato un anno fa dal premier Keir Starmer come ambasciatore britannico negli Stati Uniti, incarico poi revocato.  

Secondo gli inquirenti avrebbe trasmesso a Epstein e ad altri uomini d’affari informazioni sensibili potenzialmente utilizzabili a fini economici. 

Lo scandalo riguarda le frequentazioni britanniche di Epstein, il finanziere americano accusato di aver gestito per anni una rete di sfruttamento sessuale di minorenni e giovani donne e morto in carcere a New York nel 2019, mentre era in attesa di processo federale. In Regno Unito si tratta del secondo arresto di alto profilo collegato al caso, dopo quello dell’ex duca di York Andrea. 

Il governo Starmer ha avviato un progetto di legge per la cancellazione formale dalla linea di successione al trono.  

A riaccendere le polemiche sono inoltre le accuse, emerse da ex alti funzionari pubblici, secondo cui l’ex duca di York avrebbe utilizzato fondi pubblici per spese personali quando ricopriva il ruolo di emissario commerciale del governo britannico tra il 2001 e il 2011.  

Nel frattempo, il principe William, apparso ai Bafta insieme alla consorte Kate dopo un lungo periodo di assenza, ha ammesso di non sentirsi “in uno stato di calma”, parole lette come un riferimento alla tensione che attraversa la famiglia reale.