Lo sci è uno sport relativamente nuovo. Il primo sci club in Italia è stato fondato nel 1860, ma questa disciplina è diventata un passatempo invernale abituale per molti italiani.
L’ampio elenco di stazioni sciistiche in tutta Italia rivela una geografia degli sport invernali molto più ampia e diversificata di quanto si pensi. Sebbene le Alpi dominino l’immaginario collettivo dello sci italiano, esistono stazioni sciistiche in tutto il nord, il centro e il sud della penisola.
Non c’è regione in Italia che non abbia una propria stazione sciistica. Questo potrebbe sorprendere molti, dato il clima mediterraneo dell’Italia, soprattutto nel sud. Ma la struttura geografica dell’Italia, con alte montagne che si estendono dalle Alpi fino alla Sicilia, fa sì che alla giusta altitudine si trovi neve a sufficienza per sciare - e, se necessario, l'intervento umano è sempre pronto ad aiutare con i cannoni da neve -.
Naturalmente, il Nord Italia costituisce la spina dorsale storica e infrastrutturale dello sci italiano. Regioni come il Piemonte, la Valle d’Aosta, la Lombardia, il Trentino, l’Alto Adige e il Veneto, in particolare, ospitano una fitta rete di località che vanno da destinazioni internazionali famose in tutto il mondo a comprensori sciistici più piccoli a livello locale.
Grandi comprensori interconnessi come la Vialattea, la Val Gardena, l’Alta Badia e Madonna di Campiglio coesistono con località più modeste come Ala di Stura, Bielmonte o Pian delle Betulle, riflettendo diversi modelli di turismo montano. Queste zone settentrionali beneficiano di altitudini elevate, nevicate affidabili e culture alpine di lunga data in cui lo sci è radicato da oltre un secolo.
La Toscana, le Marche e il Lazio dimostrano che lo sci non è limitato alle Alpi. Località come Abetone, Amiata, Frontone-Monte Catria, Sassotetto, Terminillo e Campo Staffi mostrano come l’Appennino sostenga gli sport invernali nonostante le altitudini più basse. Qui lo sci è spesso più stagionale e orientato alla comunità, strettamente legato al turismo del fine settimana e alla mobilità regionale, piuttosto che ai flussi internazionali su larga scala.
Più a sud, l’Abruzzo emerge come la regione sciistica più significativa della parte meridionale, con un’impressionante concentrazione di località, tra cui Roccaraso, Campo Imperatore, Ovindoli, Campo Felice e Rivisondoli. Queste zone, situate all’interno dell'Appennino centrale, combinano altipiani e massicci esposti, che consentono una notevole infrastruttura sciistica.
La scena sciistica abruzzese è da tempo fondamentale per gli sciatori dell’Italia del Centro-Sud, rafforzando il suo ruolo di fulcro degli sport invernali a sud delle Alpi.
Oltre all’Abruzzo, è possibile sciare in Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e persino in Sardegna. Per i napoletani, Laceno (AV) dista solo 71 km. In Sicilia si scia sulle piste dell’Etna, mentre anche la Sardegna ha neve a sufficienza per sciare a Bruncu Spina.
Se volete evitare la folla del nord, una gita in una delle tante località sciistiche del sud è sempre un’alternativa valida.