MELBOURNE - La tensione tra il governo statale e i lavoratori della sanità è esplosa nel cuore di Melbourne, con migliaia di manifestanti che hanno portato lo sciopero fin davanti all’ufficio della premier Jacinta Allan.

Oggi, le strade del centro sono rimaste paralizzate mentre una folla di iscritti all’Health Workers Union ha marciato dalla Victorian Trades Hall fino a Treasury Place, chiedendo una svolta immediata nella lunga vertenza salariale.

Lo sciopero a livello statale rappresenta l’ultimo passo di un’azione industriale che dura da 13 mesi, dopo il fallimento delle trattative sul nuovo contratto di lavoro. Il sindacato rappresenta una vasta platea di addetti essenziali: cuochi, addetti alle pulizie, portantini, personale di sicurezza, impiegati di reparto, assistenti sanitari, tecnici di sala operatoria e flebotomisti.

I lavoratori chiedono un aumento salariale del 6 per cento annuo per due anni. L’offerta sul tavolo, però, è ferma a un incremento del 3,75 per cento all’anno per due anni e mezzo, giudicato insufficiente in un contesto di inflazione ancora elevata. Per aumentare la pressione sul governo Allan, il personale ha già sospeso la pulizia delle aree non cliniche e ridotto l’assistenza agli interventi chirurgici programmati di categoria 2 e 3.

“Dal governo non abbiamo ricevuto alcuna risposta: 42 giorni di silenzio”, ha detto l’organizzatore sindacale Jake McGuinness dal palco improvvisato, mentre la polizia bloccava l’ingresso dell’ufficio della premier. Tra cori e slogan, i manifestanti hanno deposto fiori davanti a un cartello con la scritta “scomparsa”, accompagnato dalla foto del ministro statale della Sanità Mary-Anne Thomas.

McGuinness ha accusato l’esecutivo di aver spostato all’ultimo momento l’inaugurazione del nuovo ospedale di Frankston, del costo di 1,1 miliardi di dollari, per evitare una protesta sindacale. “È stato un atto di pura codardia”, ha dichiarato. Richiamando una celebre frase dell’ex primo ministro Gough Whitlam, ha invitato i lavoratori a “mantenere viva la rabbia”, minacciando nuove azioni anche in occasione dell’apertura del nuovo ospedale di Footscray programmata per febbraio.

Allan, parlando ai media, ha confermato che alcuni interventi programmati sono stati rinviati, ma ha assicurato che non sono ancora stati chiusi posti letto. Ha ribadito la volontà di risolvere la vertenza “il prima possibile” attraverso negoziati condotti “in buona fede”, sottolineando l’importanza di non compromettere l’assistenza ai pazienti.

Con le elezioni statali previste per novembre e il Partito laburista in corsa per un quarto mandato consecutivo, lo scontro con i lavoratori della sanità rischia di trasformarsi in un problema politico sempre più difficile da gestire.