ROMA - Giornata di forti disagi nelle principali città italiane per lo sciopero nazionale dei taxi, con un’adesione definita “pressoché totale” dalle sigle promotrici.

I tassisti, aderenti a una ventina di organizzazioni sindacali, hanno incrociato le braccia dalle 8 del mattino per protestare contro quella che definiscono “concorrenza sleale” delle piattaforme digitali, in particolare Uber, contro l’abusivismo e contro l’uso degli algoritmi nella determinazione delle tariffe, chiedendo al governo “regole chiare” e l’emanazione dei decreti attuativi previsti dalla legge. 

La mobilitazione ha rallentato la circolazione per l’intera giornata, con file di auto bianche ferme in strade e piazzole taxi. A Roma alcune centinaia di tassisti, arrivati in corteo da Fiumicino, si sono radunati davanti a Montecitorio, intonando cori e sventolando bandiere tricolori con la scritta “taxi”.  

Durante la manifestazione sono stati accesi fumogeni colorati e non sono mancati momenti di tensione, con l’esplosione di alcune bombe carta il cui boato è stato avvertito anche all’interno della Camera. L’area è stata presidiata dalle forze dell’ordine. 

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato una convocazione dei sindacati. “Non ho voluto interferire, è giusto che ognuno rivendichi quello che ritiene di rivendicare”, ha detto. I tassisti hanno però avvertito che, in assenza di “garanzie certe sulla conclusione dell’iter legislativo”, è già pronto un nuovo sciopero di 48 ore. 

Dura la presa di posizione delle associazioni dei consumatori. Per il Codacons lo sciopero è “contro i cittadini” e la categoria dei taxi rappresenterebbe “una lobby che vuole stabilire le regole solo a proprio vantaggio”.  

Sulla stessa linea l’Unione Nazionale Consumatori: il presidente Massimiliano Dona chiede un tavolo congiunto che coinvolga tassisti, Ncc e associazioni dei consumatori. Critiche anche dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, secondo cui la protesta è “anacronistica” e finalizzata a difendere lo status quo, auspicando invece una riforma in senso liberale del settore. 

Lo sciopero ha avuto un’adesione massiccia anche a Milano, Torino, Firenze e Bari. A Firenze, secondo il presidente nazionale Uritaxi Claudio Giudici, l’adesione è stata “totale”, con il mantenimento dei soli servizi essenziali per anziani e persone dirette in ospedale, e a Torino ha lavorato esclusivamente chi era tenuto a garantire i servizi minimi, mentre una delegazione dei tassisti è stata ricevuta in prefettura.