MELBOURNE – Infermieri, ostetriche e altre categorie incroceranno le braccia nel Victoria, mettendo sotto forte pressione il sistema ospedaliero dello Stato.

Lo sciopero, previsto per domani, coinvolgerà addetti alle pulizie, portantini, tecnici di sala operatoria e altro personale essenziale, con conseguenze immediate su posti letto e interventi chirurgici programmati.

I lavoratori chiedono un aumento salariale del sei per cento, in linea con l’inflazione, e accusano il governo Allan di aver rallentato le trattative. Secondo il sindacato Health Workers Union (HWU), i negoziati si protraggono da oltre 13 mesi senza risultati concreti. “Stiamo trattando da più di un anno e non abbiamo ancora ottenuto un adeguamento che tenga conto dell’aumento del costo della vita”, ha detto Jake McGuinness dell’HWU.

Il governo, nel frattempo, punta i riflettori su nuovi investimenti infrastrutturali, come il nuovo ospedale di Frankston. Ma sul campo, spiegano i sindacati, la situazione è ben diversa. A St Vincent’s Hospital di Melbourne, il personale ha già iniziato azioni di protesta rifiutandosi di pulire gli spazi non strettanente dedicati alle operazioni mediche. In oltre 80 servizi sanitari dello Stato, un posto letto su quattro risulta attualmente chiuso.

Secondo l’HWU, migliaia di interventi chirurgici verranno cancellati o rinviati. Il ministro statale della Sanità Mary-Anne Thomas ha ridimensionato la portata dell’impatto, parlando di “un numero limitato di interventi programmati di categoria due o tre” che verrebbero semplicemente ripianificati. Ha inoltre confermato che il governo ha chiesto l’intervento della Fair Work Commission per sbloccare l’accordo.

Una lettura che il sindacato respinge con veemenza. “Dire a un paziente che aspetta da sei mesi un intervento di categoria due o tre che non è una priorità dimostra una totale mancanza di rispetto per lavoratori e pazienti”, ha replicato McGuinness, accusando l’esecutivo di sottovalutare l’impatto reale delle decisioni.

Lo sciopero di domani dovrebbe durare una sola giornata, ma le ripercussioni non si esauriranno subito. Chiusure di posti letto e cancellazioni di interventi sono destinate a protrarsi almeno fino a febbraio. Se entro quella data non verrà raggiunto un accordo, il sindacato lascia intendere che potrebbero partire scioperi a tempo indeterminato.

A restare esclusi dall’azione di protesta saranno solo gli ospedali situati nelle aree colpite dai recenti incendi boschivi, dove il personale continuerà a garantire i servizi essenziali. Altrove, il sistema sanitario del Victoria si prepara a giorni difficili, mentre lo scontro tra governo e lavoratori entra in una fase sempre più tesa.