WASHINGTON – Un’ondata di scommesse accompagna le maggiori decisioni di Donald Trump e i democratici vogliono vederci chiaro per capire chi c’è dietro le speculazioni. E, soprattutto, se si tratta di un caso di insider trading riconducibile al Presidente. Il trend dei movimenti finanziari ‘sospetti’ è ormai difficile da ignorare.

Lunedì scorso, 16 minuti prima che il comandante in capo annunciasse una pausa negli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane, 580 milioni di dollari sono stati scommessi sulla volatilità del petrolio, consentendo ai trader di realizzare significativi guadagni nell’arco di pochi secondi. Il venerdì prima che la guerra iniziasse, circa 150 account sul mercato di previsione Polymarket hanno effettuato scommesse prevedendo nell’arco di 24 ore l’avvio dei bombardamenti all’Iran.

Il due gennaio un trader ha trasformato 32.000 dollari in più di 400.0000 scommettendo sulla cattura dell’ex presidente del Venezuela Nicolás Maduro, annunciata poche ore dopo. In aprile, riporta Axios, un’ondata di operazioni è stata piazzata prima che Trump annunciasse a sorpresa la sospensione dei dazi del Liberation Day del 2 aprile. Un trader ha guadagnato quasi un milione di dollari dal 2024 effettuando scommesse sulla piattaforma Polymarket sull’Iran.

Le transazioni sono anonime e non è chiaro se dietro ci sia qualcuno a conoscenza delle mosse del Presidente o solo persone fortunate. Non ci sono neanche prove che Trump fosse a conoscenza delle operazioni, anche se alcuni notano come questo scampolo della sua presidenza si sia rivelato particolarmente redditizio per i familiari del Presidente e i suoi alleati.

“Lunedì mattina, alcuni secondi prima che Trump posticipasse l’escalation contro l’Iran, sono state effettuate una serie di scommesse che hanno poi realizzato guadagni grazie all’annuncio del Presidente. Queste persone avevano informazioni interne, probabilmente dalla Casa Bianca. Questa è corruzione”, ha tuonato il senatore democratico Chris Murphy, dando voce alla crescente frustrazione all’interno del suo partito su operazioni poco trasparenti e preoccupanti proprio mentre gli americani pagano a caro prezzo la guerra in Iran.

La Casa Bianca smentisce ogni ipotetico coinvolgimento del tycoon. “Il Presidente adempie ai propri doveri costituzionali in modo eticamente ineccepibile, suggerire il contrario denota ignoranza e malizia”, si afferma. I democratici però non intendono mollare la presa e si preparano ad avviare potenziali indagini nei prossimi mesi se vinceranno la maggioranza della Camera dei Rappresentanti a novembre.