MILANO - Il gip di Milano Fabrizio Filice ha disposto la custodia cautelare in carcere per quattro giovani arrestati durante gli scontri di sabato 17 ottobre nel centro della città, tutti maggiorenni. Un quinto ragazzo, di 24 anni, è stato invece posto agli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico.  

Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di devastazione e saccheggio e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. 

Nei provvedimenti, il giudice sottolinea il rischio che episodi simili possano ripetersi a breve, anche alla luce delle nuove manifestazioni annunciate sui social. Il pericolo che si verifichino altre violenze è “altissimo”, scrive Filice, ricordando che domenica 18 ottobre, appena un giorno dopo i primi scontri, il centro di Milano è stato teatro di nuovi disordini. 

Il gip richiama inoltre i messaggi pubblicati dagli account “Italia in piazza” e “Movimento 17 ottobre”, sui quali sono in corso indagini e attraverso i quali vengono promosse nuove mobilitazioni per i prossimi fine settimana. 

Secondo il giudice, dai contenuti diffusi online emergerebbe un “preciso progetto di destabilizzazione dell’ordine pubblico”, che punterebbe a coinvolgere spontaneamente numerosi giovani in manifestazioni destinate a trasformarsi in episodi di violenza. 

Per il gip è plausibile che l’organizzazione della protesta attraverso i social fosse già finalizzata a provocare violenze, utilizzando rivendicazioni sociali generiche come motivo per convocare i partecipanti. Si tratta di una valutazione contenuta nei provvedimenti cautelari, mentre le indagini sui promotori delle mobilitazioni proseguono. 

Il giudice distingue comunque le responsabilità individuali dei cinque arrestati. 

Due giovani, di 21 e 19 anni, restano in carcere per resistenza aggravata. Secondo la ricostruzione giudiziaria, avrebbero partecipato agli attacchi contro gli agenti, lanciando pietre, cassonetti e altri oggetti e mettendo in pericolo anche cittadini e turisti. Gli altri due giovani rimangono detenuti con l’accusa di devastazione e saccheggio. 

Diversa la posizione del ventiquattrenne difeso dall’avvocato Guido Guella. Il gip ha precisato che il ragazzo non avrebbe partecipato direttamente agli scontri e alle devastazioni, ma sarebbe intervenuto durante l’arresto di un’altra persona, cercando di aiutarla e arrivando a una colluttazione con un poliziotto. Per questo ha disposto i domiciliari con controllo elettronico. 

Intanto proseguono le indagini sugli altri sei maggiorenni arrestati durante i disordini di domenica. Gli interrogatori davanti alla gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo sono previsti tra oggi e domani. 

La Procura, attraverso la pm Aurora Stasi, ha chiesto la convalida degli arresti e la custodia cautelare in carcere, sostenendo che i giovani avrebbero preso parte a nuove azioni violente nonostante quanto accaduto il giorno precedente. La decisione della giudice è attesa nei prossimi giorni. 

Sono iniziati anche gli interrogatori di garanzia degli undici minori arrestati in flagranza durante gli scontri del fine settimana e detenuti nel carcere minorile Cesare Beccaria. 

La Procura per i minorenni procede inoltre nei confronti di altri 23 ragazzi indagati a piede libero, per i quali sono state chieste misure cautelari. 

Tra i casi esaminati figura quello di un quattordicenne, per il quale la Procura ha chiesto il carcere. La difesa sostiene che il ragazzo, presente in centro con la madre, si sarebbe perso tra la folla e avrebbe soltanto assistito agli scontri, senza parteciparvi. 

Per un altro minorenne, di sedici anni, è stata invece disposta la permanenza in casa. Anche lui nega le accuse. 

La Questura ha inoltre emesso una decina di provvedimenti di divieto di accesso a determinate aree urbane, i cosiddetti Dacur, nei confronti di giovani controllati in piazza Duomo e nelle zone circostanti. 

Le indagini della Digos proseguono per ricostruire le responsabilità dei circa 500 partecipanti agli incidenti individuati dagli investigatori.