MILANO - Il gip di Milano ha disposto otto nuove misure cautelari nei confronti di giovani antagonisti che hanno preso parte agli scontri davanti alla stazione Centrale lo scorso 22 settembre, al termine di un corteo per la Palestina.
Si tratta di obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, obbligo di firma e di dimora. Le misure sono state eseguite dalla Digos dopo gli interrogatori preventivi degli indagati davanti al gip.
Il 18 marzo scorso erano già state eseguite misure simili - obblighi di firma e dimora - a carico di altri sei indagati. In totale, per quella che la questura definisce una “guerriglia”, sono state eseguite quattordici misure cautelari.
Il gip Giulia D’Antoni, nell’ordinanza con cui ha disposto le misure dopo gli interrogatori del 25 marzo, ha respinto la richiesta della Procura per quattro arresti domiciliari “tenuto conto anche della giovane età degli indagati e della necessità che gli stessi percepiscano il disvalore della condotta commessa senza, tuttavia, che vengano imposte eccessive limitazioni alla loro formazione e ai loro percorsi di studio”.
Secondo la giudice, per gli indagati “malgrado sia emersa e sia stata sottolineata la gravità dei fatti commessi”, il pericolo di reiterazione dei reati può essere contenuto anche con misure “non custodiali”, siccome le loro “condotte oppositive” trovano “la loro espressione in occasioni delle manifestazioni pubbliche” e non “si esplicano abitualmente nella loro quotidianità”.
La gip ha inoltre sottolineato che, pur ritenendo plausibile, come da ciascuno dei manifestanti affermato, che non si fossero “recati alla manifestazione” per “dare luogo a scontri con le forze dell’ordine, la concitazione del momento, il tumulto trascinante della folla, il perseguimento di una motivazione profondamente sentita” li ha “indotti a ritenere giustificabili anche le reazioni violente” nei confronti delle forze di polizia.
Alcuni degli indagati avevano dichiarato davanti al gip di essersi difesi dalle manganellate, altri avevano fatto riferimento alla “rabbia” per il contesto della manifestazione “contro il genocidio a Gaza”.
Agli obblighi di polizia giudiziaria si affianca il divieto di recarsi a manifestazioni che si svolgono in forma di corteo. Durante lo svolgimento delle manifestazioni, i “diffidati” dovranno firmare due volte al giorno la presenza negli uffici di polizia.
Secondo quanto ricordato dalla questura, gli agenti della Digos avevano arrestato in flagranza quattro persone, due delle quali minorenni, per “gravi e violente condotte contro le forze di polizia” e, successivamente, grazie ai riconoscimenti, denunciato altre 27 persone ritenute responsabili di vari reati di piazza, tra cui resistenza aggravata, lesioni a danno di agenti, interruzione di pubblico servizio e porto abusivo di armi improprie.