CANBERRA - Pauline Hanson non fa marcia indietro.
Nel giorno in cui il Senato federale si prepara a discutere una mozione di censura per le sue recenti affermazioni secondo cui non esisterebbero “musulmani buoni”, la leader di One Nation ha insultato in aula la senatrice indipendente Lidia Thorpe, definendola una “bitch” al termine di un acceso botta e risposta.
Lo scontro è avvenuto durante il dibattito sui raid statunitensi e israeliani contro l’Iran. Thorpe ha ripetutamente accusato Hanson di mentire e l’ha criticata per aver chiamato il presidente americano “Senator Trump” nel corso del suo intervento. Dopo scambi fuori microfono, si è sentita Thorpe dire: “se vuoi parlare con me, prenota un appuntamento”. Poco dopo, è arrivato l’insulto di Hanson, che ha lasciato l’aula mentre la collega chiedeva la parola per una questione d’ordine.
Uscendo, la senatrice di One Nation avrebbe aggiunto: “Sarò felice di vedere la tua schiena nel giro di due anni”, riferendosi all’intenzione di Thorpe di non ricandidarsi alle prossime elezioni. Almeno un senatore della Coalizione è stato visto trattenere a fatica le risate.
Interpellata successivamente, Hanson ha dichiarato di essersi scusata “se il publico mi ha sentito chiamare la senatrice Thorpe una cagna”, ma ha precisato di non ritirare quanto detto. “Il Senato è un luogo di dibattito, non di urla continue”, ha affermato, aggiungendo di non voler essere chiamata “bugiarda” ripetutamente. “Ne ho abbastanza di lei, e così la grande maggioranza degli australiani”.
Thorpe ha evitato di replicare direttamente all’assenza di scuse, sostenendo che gli elettori non vogliono ulteriori insulti ma risposte su affitti, salari e costo della vita. Thorpe ha accusato Hanson di alimentare guerre culturali per distogliere l’attenzione dai suoi rapporti con ambienti imprenditoriali, citando anche viaggi sull’aereo privato della magnate mineraria Gina Rinehart.
L’episodio si inserisce in un momento delicato per la Coalizione, chiamata a decidere se stringere o meno un accordo di preferenze con One Nation in occasione dell’imminente elezione suppletiva per il collegio di Farrer, nel NSW. Il nuovo leader liberale Angus Taylor ha evitato di chiarire la linea, limitandosi a dire che il partito mostrerà “rispetto” verso chi considera di votare One Nation.
L’ultimo Newspoll assegna alla Coalizione il 20 per cento dei voti primari, contro il 27 per cento di One Nation e il 32 per cento del Partito laburista.