ROMA - Tensioni e richiami istituzionali, sullo sfondo di una campagna referendaria sempre più accesa. La sorpresa al Consiglio superiore della magistratura è arrivata con una comunicazione del vicepresidente Fabio Pinelli che annunciava la partecipazione del capo dello Stato al plenum ordinario. L’ingresso di Sergio Mattarella a Palazzo Bachelet e il suo breve intervento hanno lasciato un segno profondo nel dibattito interno. Il Presidente ha invitato tutte le istituzioni al “rispetto vicendevole”, in un clima appesantito da polemiche e scontri verbali che hanno superato i confini del confronto politico. I consiglieri del Csm hanno accolto le sue parole come un forte attestato di fiducia e un richiamo alla responsabilità. Diversi componenti, di orientamenti differenti, hanno riconosciuto che i toni del dibattito pubblico si sono fatti eccessivi, auspicando un ritorno a un confronto più misurato e centrato sui contenuti della riforma.
“Ho trovato le sue parole giuste. Credo sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni, penso che sia giusto il passaggio in cui dice: è importante che un’istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe politiche”, ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rendendo merito a Mattarella. Ma per il Pd, è Meloni che deve provare a calmare il clima: “Lo ha chiesto il presidente della Repubblica - ha detto la responsabile Giustizia del partito, Debora Serracchiani - Ma, immediatamente dopo, la presidente del Consiglio non solo ha attaccato la magistratura, ma ha dimostrato indifferenza e ostilità nei confronti del capo dello Stato”.
Parallelamente, lo scontro tra politica e magistratura si è riacceso sul tema dell’immigrazione. Il tribunale di Palermo ha disposto che i ministeri dell’Interno, dei Trasporti e dell’Economia, insieme alla prefettura di Agrigento, risarciscano la Ong tedesca Sea Watch per il fermo amministrativo della nave Sea Watch 3, bloccata a Lampedusa nell’ambito della vicenda che vide protagonista Carola Rackete, comandante dell’imbarcazione che forzò il divieto di ingresso in porto per consentire lo sbarco di migranti soccorsi in mare. La sua posizione penale è stata in seguito archiviata.
Durissima la reazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito le decisioni giudiziarie “oggettivamente assurde”, accusando una parte della magistratura di ostacolare l’azione del governo contro l’immigrazione irregolare. Sulla stessa linea il vicepremier Matteo Salvini, che ha parlato di una sentenza “incredibile” collegandola al referendum sulla giustizia. “Io sono stato a processo 5 anni, ho rischiato 6 anni di galera, dopo 5 anni mi hanno assolto. Il principio è che se una nave tedesca vuole salvare tutto il mondo è libera di farlo, ma va poi in Germania, se la nave è spagnola va in Spagna, la maltese va a Malta altrimenti l’Italia sarebbe il parco profughi di tutto il mondo, parecchi di quelli che sbarcano delinquono, non se ne può più”, ha aggiunto Salvini.
Dal tribunale è arrivata la replica del presidente Piergiorgio Morosini, che ha difeso la correttezza del provvedimento, ricordando che ogni decisione è impugnabile ma che delegittimare i giudici per sentenze non condivise non rientra nel legittimo diritto di critica.