WASHINGTON - Il silenzio rotto da Melania Trump sul caso del finanziere Jeffrey Epstein ha scatenato una dura reazione da parte dei sopravvissuti. Un gruppo di vittime ha aspramente criticato le recenti dichiarazioni della First Lady, accusandola di aver pronunciato un discorso che “protegge chi detiene il potere” e che, di fatto, “scarica il peso della responsabilità sulle vittime”.
In una nota ufficiale, i sopravvissuti agli abusi di Epstein hanno rivendicato il coraggio dimostrato nel denunciare e testimoniare negli anni passati, sottolineando che chiedere loro ulteriori sforzi oggi significa sottrarsi alle proprie responsabilità istituzionali.
Secondo la nota, le parole di Melania servirebbero a distogliere l’attenzione da Pam Bondi, l’ex procuratrice generale recentemente licenziata da Donald Trump. Bondi è accusata dalle vittime di aver occultato documenti cruciali e di aver divulgato l’identità dei sopravvissuti: “Fallimenti che continuano a mettere a rischio vite umane. I sopravvissuti hanno fatto la loro parte, ora tocca a chi è al potere fare la propria”, conclude il comunicato.
La First Lady ha scelto di intervenire pubblicamente per negare ogni coinvolgimento o conoscenza delle attività illegali di Jeffrey Epstein, morto in carcere nel 2019. Davanti alla stampa, Melania ha ribadito con fermezza di non aver mai avuto rapporti con il finanziere né con la sua complice Ghislaine Maxwell, precisando di non essere stata presentata a Donald Trump da Epstein e di essere stata del tutto all’oscuro delle sue condotte illecite.
L’intervento è arrivato a seguito della circolazione sui social media di alcune immagini che ritraevano i Trump insieme a Epstein in vari contesti mondani della New York dell’epoca; Melania ha bollato queste ricostruzioni come storie completamente false diffuse da persone prive di etica, umiltà e rispetto, chiedendo che le illazioni sul suo conto cessino immediatamente.
Oltre alla difesa personale, la First Lady ha voluto rimarcare la propria posizione legale: “Non sono mai stata accusata o condannata per alcun reato legato al traffico sessuale o agli abusi sui minori”. Ha infine lanciato una sfida politica, esortando il Congresso a indire un’udienza pubblica per permettere alle vittime di testimoniare sotto giuramento, definendola un’opportunità necessaria per dare loro voce in sede ufficiale.