ROMA - Il marchio “Futuro Nazionale” diventa terreno di scontro politico e legale. A rivendicarne la proprietà è Marina Caprioni, vedova del suo autore Riccardo Mercante, che in un’intervista al Fatto Quotidiano prende nettamente le distanze da Roberto Vannacci e dal movimento che porta lo stesso nome.
“Non mi piace Vannacci. Non mi piace proprio. E non intendiamo cedergli il marchio depositato da mio marito”, afferma Caprioni, oggi titolare del marchio insieme ai figli.
Secondo quanto ricostruito, “Futuro Nazionale” sarebbe stato depositato il 3 settembre 2010 e registrato nel febbraio 2011 all’Ufficio brevetti e marchi del ministero delle Imprese e, dopo la morte di Mercante nel 2020, il marchio sarebbe entrato nell’asse ereditario.
Caprioni racconta di aver scoperto solo di recente della sua esistenza.
“Sono letteralmente cascata dalle nuvole. Questo del marchio non me lo ricordavo onestamente, sono andata io personalmente a verificare ed è vero che lui lo ha registrato dal 2011”, spiega, sottolineando la distanza politica tra il marito e l’ex generale· “La nostra famiglia arriva da sinistra, poi ci siamo avvicinati al mondo dei Cinque Stelle. Essere associati a una persona che ha tutt’altri ideali ci ha dato fastidio. Per me non è una questione di soldi, ma di storia e di valori”.
Sulla stessa linea la figlia Allegra Mercante, 19 anni: “La notizia ci ha stupiti, considerate le idee liberali e progressiste di mio padre, che ci tengo vengano ricordate”.
Di segno opposto la replica di Vannacci all’Ansa. “Finché non c’è nulla di diverso continueremo a usare il simbolo. Se non c’è nulla di vietato si può usare”, afferma.
Interviene anche Massimiliano Simoni, portavoce del movimento Il Mondo al Contrario (fondato dai seguaci di Vannacci) e consigliere regionale toscano (Lega), ribadendo che “il nome e il simbolo di Futuro Nazionale sono registrati regolarmente” e che l’invio – da parte del movimento – di un messaggio agli associati serviva solo a chiarire le circostanze di un eventuale “uso improprio e non autorizzato del simbolo di Futuro Nazionale, che è di Roberto Vannacci e non può essere usato per qualsiasi fine o scopo se non dopo previa autorizzazione”.
Sull’intervista alla famiglia Mercante, liquida la questione parlando di “tentativo di creare scompiglio e confusione”.
Intanto, il progetto politico di Vannacci incassa nuove adesioni. I deputati Edoardo Ziello e Rossano Sasso hanno annunciato sui social l’uscita dalla Lega e il passaggio a Futuro Nazionale. Il primo parla di mancanza di coerenza nella linea del partito guidato da Salvini, mentre il secondo scrive di voler seguire Vannacci in una “battaglia identitaria e sovranista”.