Il senatore Francesco Giacobbe, con alcuni colleghi del gruppo PD, ha presentato un’interrogazione orale al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per chiedere chiarimenti urgenti sulle modalità di comunicazione e assistenza ai cittadini italiani presenti nell’area del Golfo Persico, alla luce della grave escalation militare che sta interessando la regione.

“La situazione nell’area del Golfo Persico è estremamente grave e sta provocando una crisi umanitaria che colpisce soprattutto le popolazioni civili. In questo contesto è fondamentale che l’Italia continui a sostenere con forza ogni sforzo diplomatico per la de-escalation e, allo stesso tempo, garantisca la massima protezione ai nostri connazionali presenti nell’area”, ha dichiarato il Senatore Giacobbe.

L’interrogazione nasce anche da segnalazioni ricevute da cittadini italiani residenti o temporaneamente presenti nella regione, secondo cui alcuni numeri di emergenza indicati sui canali social e nelle comunicazioni di alcune sedi consolari risulterebbero errati o non funzionanti, rendendo difficile il contatto con le autorità italiane proprio in una fase di forte tensione.

“È indispensabile che i nostri connazionali possano contare su canali di contatto affidabili e operativi 24 ore su 24, soprattutto in una situazione di crisi in cui gli spazi aerei sono chiusi e si rendono necessari trasferimenti complessi anche via terra tra diversi Paesi dell’area”, ha aggiunto Giacobbe.

Con l’interrogazione il Senatore chiede al Governo, tra l’altro, quali strumenti di comunicazione siano attualmente utilizzati dall’Unità di Crisi e dalla rete diplomatico-consolare per mantenere un contatto costante con i cittadini italiani presenti nella regione e se siano stati attivati sistemi di comunicazione diretta attraverso le liste AIRE e il portale “Dove siamo nel mondo”.

In particolare, il Senatore ha chiesto se il Ministero stia utilizzando o intenda utilizzare sistemi di contatto diretto via e-mail, SMS o notifiche push ai connazionali, al fine di fornire aggiornamenti in tempo reale sui corridoi umanitari, sui voli di rientro facilitati e sulle misure di sicurezza da adottare.

“In situazioni di emergenza la comunicazione deve essere chiara, tempestiva e bidirezionale: lo Stato deve poter informare rapidamente i cittadini, ma anche ricevere segnalazioni e richieste di assistenza. Il censimento dei connazionali presenti nell’area è infatti il presupposto essenziale per organizzare efficacemente eventuali operazioni di assistenza o rimpatrio”, ha concluso Giacobbe.

Il Senatore ha infine chiesto al Ministero se intenda rafforzare ulteriormente i canali di comunicazione dedicati, ad esempio attraverso numeri di emergenza specifici, strumenti digitali o il potenziamento delle piattaforme già esistenti, per garantire la massima tutela degli italiani presenti nell’area di crisi.