SYDNEY - Imprese commerciali e consumatori australiani si sono svegliati di fronte a un’improvvisa incertezza dopo che Sendle, uno dei principali concorrenti privati di Australia Post, ha sospeso le proprie attività senza alcun preavviso pubblico.

La società con sede a Sydney ha inviato nella tarda serata di domenica una comunicazione ai clienti commerciali annunciando la cessazione immediata di tutte le prenotazioni per il ritiro e la consegna dei pacchi.

Nel messaggio, Sendle ha avvertito che non avrebbe più accettato nuove spedizioni a partire dal 12 gennaio e che anche le consegne già in corso potrebbero non arrivare a destinazione. “Qualsiasi pacco già ritirato e attualmente in transito sarà consegnato a discrezione del partner logistico”, si legge nella nota. Tutte le prenotazioni programmate da quella data in poi sono state cancellate.

La decisione rischia di colpire in modo particolare le piccole e medie imprese, molte delle quali utilizzavano Sendle come alternativa più economica e flessibile rispetto al servizio postale nazionale. La piattaforma aveva stretto accordi con colossi dell’e-commerce come Shopify, eBay Australia, Squarespace e WooCommerce, diventando un punto di riferimento per migliaia di venditori online. Anche i consumatori privati, in attesa di pacchi già spediti, potrebbero subire disagi.

In una breve dichiarazione, l’azienda ha fornito pochissimi dettagli sulle ragioni del fermo improvviso. “Sendle ha informato i propri clienti che non accetterà più prenotazioni future”, ha detto un portavoce, aggiungendo che al momento non erano disponibili ulteriori commenti.

Fondata nel 2014 da James Chin Moody, Sean Geoghegan e Craig Davis, Sendle era nata con l’ambizione di scardinare il predominio di Australia Post nel settore delle consegne, offrendo spedizioni porta a porta a costi inferiori rispetto ai servizi Parcel ed Express Post. La società si era anche distinta per la promessa di consegne a impatto zero, compensando le emissioni di carbonio.

In passato, uno dei fondatori aveva sostenuto che il sistema postale nazionale fosse “maturo per una trasformazione”, auspicando una maggiore apertura a un ecosistema di operatori privati. “La questione è se Australia Post debba comportarsi da monopolio o diventare una piattaforma condivisa”, aveva dichiarato.

Lo stop arriva a soli cinque mesi dalla fusione di Sendle con due società statunitensi, FirstMile e ACI Logistix, che avevano dato vita al gruppo FAST, attivo anche in Canada, India e Filippine. Tuttavia, a dicembre la società di investimenti Federation Asset Management, coinvolta nell’operazione, aveva congelato i rimborsi di un proprio fondo dopo aver sollevato dubbi sui conti del gruppo.

Per ora, clienti e operatori del settore restano in attesa di chiarimenti su cosa abbia portato a una chiusura tanto repentina e su quali tutele saranno garantite a chi si affida ancora alle spedizioni in sospeso.