ROMA - I carabinieri del Ros, con il supporto dei comandi provinciali di Milano, Brescia e Roma, hanno eseguito un provvedimento di sequestro di prevenzione nei confronti di Massimo Gentile, attualmente detenuto per associazione di tipo mafioso con una condanna a dieci anni.  

L’uomo è tra i presunti favoreggiatori della latitanza dell’ex capo della provincia trapanese di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, morto nel settembre 2023. 

Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Trapani, ha portato al sequestro di un’abitazione, un’autovettura, conti deposito e polizze assicurative per un valore complessivo di circa 500mila euro.  

L’operazione si inserisce nel filone investigativo denominato “Il Tramonto”, che non mirava soltanto alla cattura del boss ma anche alla ricostruzione del suo contesto criminale e allo smantellamento della rete di fiancheggiatori che lo hanno sostenuto negli anni di latitanza. 

Gli accertamenti patrimoniali, avviati nel settembre 2024, hanno fatto emergere quella che gli investigatori definiscono “l’abituale e qualificata pericolosità sociale” di Gentile. Secondo quanto ricostruito, l’indagato avrebbe favorito a lungo la latitanza di Messina Denaro cedendogli la propria identità per l’acquisto di mezzi di trasporto, la sottoscrizione delle polizze assicurative e lo svolgimento di operazioni bancarie. 

A corroborare il quadro indiziario è stata anche la marcata sperequazione tra i redditi dichiarati da Gentile e l’effettivo tenore di vita del suo nucleo familiare. L’acquisto dei beni oggi sottoposti a sequestro, concludono gli investigatori, sarebbe stato possibile solo grazie all’impiego di risorse di presunta origine illecita.