CANBERRA - Angus Taylor è stato eletto nuovo leader del Partito liberale federale, diventando capo dell’opposizione dopo aver sconfitto Sussan Ley in una riunione mattutina che chiude settimane di scontri interni.
Il voto si è concluso con 34 preferenze per Taylor contro 17 per Ley, meno di un anno dopo l’inizio del mandato della prima leader donna Liberale.
La sfida era nell’aria da tempo. Mercoledì Taylor si era dimesso dal gabinetto ministeriale ombra per lanciare formalmente la candidatura, sostenendo che il partito avesse perso direzione e credibilità. “La posizione del Partito liberale sotto la leadership di Sussan Ley ha continuato a deteriorarsi, lasciandolo più debole che in qualsiasi momento dalla sua fondazione nel 1944. È una realtà scomoda, ma non possiamo ignorarla”, aveva dichiarato il nuovo leader liberale.
Il cambio ai vertici si compie dopo una serie di sondaggi negativi che hanno mostrato il crollo del voto primario della Coalizione a un minimo storico, con il sorpasso da parte di One Nation di Pauline Hanson. Un segnale che ha alimentato il malcontento tra i parlamentari, preoccupati per la capacità del partito di tornare competitivo.
Con la sconfitta di Ley si chiude un capitolo breve ma simbolico: era stata la prima donna a guidare i Liberali e la prima leader donna dell’opposizione federale. Deputata per il collegio rurale di Farrer, aveva assunto la leadership dopo la pesante sconfitta elettorale del 2025. Il suo mandato, durato appena nove mesi, sarà il secondo più breve nella storia del partito.
Taylor, esponente dell’ala conservatrice e già ministro ombra del Tesoro e poi portavoce per la Difesa, eredita un partito diviso e in difficoltà nei centri urbani, oltre che sotto pressione nelle aree regionali. Nei prossimi giorni dovrà definire la nuova squadra ombra e indicare una linea politica capace di contrastare il governo laburista guidato dal primo ministro Anthony Albanese.
La nuova leadership punta a rilanciare l’opposizione, ma le divisioni interne restano evidenti. Per ora, la priorità è ricompattare il partito e arginare l’erosione di consensi verso destra.
La vera prova sarà nei prossimi mesi, quando si misurerà se la nuova leadership riuscirà a invertire la tendenza nei sondaggi e a ridare slancio ai Liberali.