PARIGI - Un gesto dal forte valore simbolico ha segnato un’audizione all’Assemblea Nazionale francese.  

L’ambasciatore argentino in Francia, Ian Sielecki, ha interrotto il proprio intervento davanti alla Commissione Affari Esteri dopo aver notato che una mappa collocata alle sue spalle indicava le Isole Malvine come territorio del Regno Unito. 

Il diplomatico era stato invitato a intervenire sullo stato delle relazioni bilaterali tra Argentina e Francia, in un contesto europeo segnato dal dibattito sull’accordo tra Unione Europea e Mercosur.

Tuttavia, prima di entrare nel merito, Sielecki ha chiarito di non poter proseguire finché restava visibile una rappresentazione cartografica in contrasto con la posizione storica dell’Argentina sulla sovranità dell’arcipelago. un tema sensibile nel Paese sudamerican, legato alle ferite ancora aperte per la guerra del 1982, definita – malgrado la brevità – come il “Vietnam argentino”.

“Mi trovo costretto a segnalare un inconveniente che per il mio Paese rappresenta un problema serio – ha dichiarato rivolgendosi al presidente della Commissione –. La mappa alle mie spalle mostra le Malvine come parte del Regno Unito. In queste condizioni non posso, in qualità di rappresentante dello Stato argentino, esprimermi liberamente”. 

Secondo l’ambasciatore, accettare quella scenografia avrebbe significato avallare implicitamente una situazione che l’Argentina considera contraria al diritto internazionale e alle risoluzioni delle Nazioni Unite. 

Dalla presidenza della Commissione si è tentato inizialmente di ridimensionare l’accaduto, ricordando che si tratta di un territorio conteso. Sielecki ha però insistito, sottolineando che il problema non era l’esistenza della disputa, bensì la classificazione esplicita delle isole come britanniche, sotto il nome di Falklands. 

Per rendere più chiaro il punto, ha proposto un paragone con altri scenari di tensione internazionale: invitare, ad esempio, l’ambasciatore ucraino a parlare davanti a una mappa che rappresenti Crimea o Donbass come territori legittimamente russi. 

Dopo un breve confronto, il personale dell’aula ha trovato una soluzione pratica: la porzione della mappa relativa alle Malvine è stata coperta con un post-it. Solo a quel punto l’ambasciatore ha ripreso il suo intervento e l’audizione si è svolta regolarmente. 

L’episodio non ha dato luogo a un incidente diplomatico formale, ma ha riportato al centro dell’attenzione internazionale la rivendicazione argentina sulle Malvine. In un messaggio diffuso successivamente sui social network, Sielecki ha difeso la propria decisione con una frase netta: ”Sono argentine. Le difendiamo sempre e ovunque”.