BRISBANE - L’aumento vertiginoso dei prezzi della nafta sta colpendo in modo particolare gli agricoltori australiani, aggravando i costi operativi del settore agricolo in un momento cruciale della stagione delle semine.

Il rincaro del carburante è legato alla crisi energetica globale seguita agli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo attraverso cui transita circa il 20 per cento del petrolio mondiale.

Secondo Mark McKenzie, amministratore delegato della società di importazione Freedom Fuels, la naftal è particolarmente sensibile agli shock del mercato petrolifero e reagisce più rapidamente rispetto ad altri carburanti.

McKenzie ha spiegato che i grossisti acquistano benzina e nafta tramite il mercato internazionale noto come Singapore Trading Hub, che determina gran parte dei prezzi del carburante utilizzato in Australia.

Prima dello scoppio del conflitto, il petrolio veniva scambiato intorno ai 70 dollari al barile. Dopo l’escalation militare il prezzo è salito oltre i 100 dollari, raggiungendo circa 101 dollari negli ultimi giorni.

L’aumento del prezzo della nafta è stato però molto più marcato. Il prezzo del prodotto raffinato importato dall’Australia è passato da circa 92 dollari a 194 dollari, con un incremento superiore ai cento dollari.

La nafta è fondamentale per l’agricoltura perché alimenta macchinari pesanti, trattori e sistemi di raccolta, oltre ai mezzi pesanti che trasportano i prodotti agricoli verso i mercati nazionali e i porti di esportazione.

Secondo McKenzie, proprio questa centralità economica rende la nafta il carburante più esposto alla volatilità dei mercati energetici globali. “È il primo carburante che mette in allarme i mercati quando si verificano shock petroliferi”, ha spiegato.

Le associazioni agricole avvertono che l’aumento dei prezzi si accompagna anche a problemi di approvvigionamento in alcune zone rurali del paese.

Il presidente della Victorian Farmers Federation, Brett Hosking, ha riferito che in diverse aree le consegne di carburante alle aziende agricole stanno subendo ritardi proprio nel periodo delle semine. Hosking ha raccontato di stazioni di servizio rurali rimaste temporaneamente senza carburante e di aumenti improvvisi dei prezzi, alimentando la preoccupazione tra gli agricoltori.

Secondo il dirigente agricolo, la crisi mette in luce anche i limiti delle alternative energetiche nelle aree rurali. Se nelle città cresce l’uso dei veicoli elettrici, nelle campagne la nafta resta ancora indispensabile per sostenere la produzione alimentare e l’intera filiera agricola australiana.