Melbourne, quando lo sport chiama, risponde sempre con un entusiasmo incredibile. Che si tratti degli Australian Open, di una partita di AFL o di un grande appuntamento internazionale, la città cambia volto con sorprendente naturalezza: le strade si riempiono di accenti diversi, cappellini e bandiere, simboli delle squadre del cuore e magliette colorate che spuntano in ogni angolo. Sui tram della CBD si ascoltano conversazioni animate, spesso punteggiate da pronostici e ricordi di gare memorabili; nelle vie laterali si percepisce una trepidazione quasi palpabile, come se Melbourne tornasse improvvisamente al centro della scena mondiale.

Il Gran Premio di Formula 1 non fa eccezione. Anzi, è forse l’evento che più di tutti riesce a trasformare l’atmosfera cittadina. Merito anche della splendida cornice dell’Albert Park – un circuito che si snoda tra la superficie argentata del lago e lo skyline dei grattacieli –, che regala uno scenario mozzafiato per il primo appuntamento del Mondiale 2026. Un inizio di stagione particolarmente atteso, perché segna l’alba di una nuova era: la grande rivoluzione regolamentare ha ridisegnato le monoposto e reso gli equilibri ancora più incerti. Ventiquattro gare in calendario, valori in pista tutti da interpretare e una sensazione diffusa che le sorprese possano arrivare da un momento all’altro: proprio per questo Melbourne rappresenta sempre il primo vero banco di prova. Tra i viali del circuito e lungo la celebre Walk of Fame si nota anche un cambiamento generazionale. Rispetto al passato la presenza di tifosi giovanissimi è cresciuta sensibilmente – complice la serie documentario Drive to Survive, che negli ultimi anni ha portato nuovi appassionati verso il mondo della Formula 1. I cori si accendono al passaggio dei piloti, i telefoni si alzano per immortalare ogni dettaglio e l’atmosfera ricorda un po’ quella di un festival. Il rosso Ferrari domina a colpo d’occhio. Magliette, cappellini, bandiere: la Scuderia di Maranello continua a esercitare un fascino incredibile anche dall’altra parte del mondo. Ma è un amore sempre tutto italiano quello che si percepisce quando, durante la terza sessione di prove libere, un boato fragoroso accompagna l’incidente del giovane bolognese Kimi Antonelli. Pur correndo per la Mercedes, il pilota italiano cattura l’attenzione e il cuore dei tifosi: per un istante, davanti ai maxischermi, cala un silenzio incredulo.

Anche tra gli stand del circuito si incontrano storie che raccontano il legame profondo tra il Belpaese e questa città. Frank Gugliandolo, nato a Messina e residente in Australia da oltre mezzo secolo, lavora in uno spazio dedicato ai prodotti italiani: “Sono qui da cinquantacinque anni. Ad agosto tornerò in Sicilia. Intanto portiamo qui vini pregiati, cioccolatini e naturalmente l’acqua San Pellegrino. Con questo caldo è la cosa che va di più”. Anche lui, senza esitazione, ammette la sua preferenza: Ferrari.

Poco distante, Mohamed Niaz osserva la pista insieme alla sua famiglia. Tutti i componenti, anche i più piccini, indossano cappellini inconfondibili. “Siamo tifosi della Rossa da venticinque anni”, spiega con orgoglio. “La Ferrari è passione. Ovunque andiamo troviamo sostenitori e un entusiasmo incredibile. Speriamo davvero di vincere quest’anno”. Il nome che accende l’immaginazione è quello di Lewis Hamilton, arrivato a Maranello per inseguire l’ottavo titolo mondiale.

Eppure, accanto al rosso Ferrari, c’è anche un tifo tutto australiano. Oscar Piastri, nato proprio a Melbourne, rappresenta l’orgoglio locale. Matthew Anderson, cresciuto a Brighton – non lontano dal sobborgo del pilota McLaren – racconta di aver iniziato a seguirlo proprio per questo. “È bello vedere di nuovo un australiano in griglia”, dice. La sua fidanzata Tay Blaney, però, resta fedele al Cavallino. Una piccola rivalità domestica che affonda le radici in una passione di famiglia: Tay è cresciuta con la Ferrari nel cuore, un amore trasmessole dal padre fin dai gloriosi anni di Michael Schumacher.

La delusione per il tifo McLaren però arriva già nel giro di installazione: Piastri perde il controllo della sua vettura e compromette la gara. Nel frattempo, a qualche chilometro dal circuito, il cuore italiano della città batte con intensità davvero particolare. A Carlton, lungo la Lygon Street – storica arteria della comunità italo-australiana – il Ferrari Club di Melbourne ha trasformato la strada in una festa a cielo aperto, prima ancora di sapere l’esito della sfida. Davanti allo storico Cafe Cavallino le Ferrari parcheggiate in fila attirano sguardi e fotografie, mentre i tifosi seguono la gara dai maxischermi.

Lisa Francese-Martinez, che gestisce il locale insieme al fratello James, racconta con orgoglio come sia nata l’iniziativa. La strada è stata chiusa con l’aiuto delle autorità e grazie alla collaborazione con il ristorante Piccolo Mondo e con l’organizzatore David Lorbeck. La musica, inizialmente altissima, si abbassa quando la gara entra nel vivo: “Tutti stanno ascoltando in assoluto silenzio la telecronaca”, racconta.

 E mentre l’adrenalina della pista contamina ogni angolo della strada, la competizione sportiva regala alla città un prezioso momento di entusiasmo condiviso.

“Il nostro cuore batte rosso tutto l’anno – precisa Lisa –. Comunque vada, quando la Formula 1 arriva qui è come se la nostra famiglia fosse nel circuito a correre”.