ANGUILLARA SABAZIA (Roma) - Forse non hanno retto al dolore, alla vergogna, ai sensi di colpa. Dopo il femminicidio di Federica Torzullo, sono stati trovati morti i genitori di Claudio Carlomagno, il marito della donna finito in carcere con l’accusa di averla uccisa. A casa dell’altro figlionella Capitale è stato trovato un biglietto d’addio. L’uomo, allarmato per la sorte dei genitori, ha contattato una zia che ha raggiunto la villetta allertando il 118. Entrati in casa c’è stata la tragica scoperta. I corpi dei due coniugi erano nella loro villetta di via Tevere. Gli investigatori hanno ipotizzato fin da subito il suicidio. 

La donna, Maria Messenio, era una figura nota nell’amministrazione locale della cittadina laziale. È stata assessora alla sicurezza del Comune anguillarino fino a pochi giorni fa, quando, dopo il ritrovamento del corpo della nuora e l’arresto del figlio, ha presentato le dimissioni. Il marito, Pasquale Carlomagno, era finito nei giorni scorsi nelle carte delle indagini. Le telecamere di sorveglianza avevano ripreso il suo furgone transitare davanti alla villa della coppia nelle ore a ridosso del delitto e fermarsi per 9’. Un dettaglio contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare del figlio Claudio. La stessa mattina, inoltre, alle 9.29 un mezzo Iveco è stato inquadrato mentre si allontanava dal deposito della Carlomagno S.r.l. e transitava lungo via Costantino alle 10.02. E 3’ dopo, Claudio Carlomagno è stato inquadrato a piedi nelle pertinenze della propria abitazione, da cui è uscito alle 10.15. Dopo quasi 20’ il camion rientrava in azienda e solo dopo le 14 l’uomo è tornato a casa in auto, con una persona non identificata. Nei giorni scorsi non si escludeva che i coniugi potessero essere sentiti dai carabinieri anche se non era stata fissata una convocazione.

Intanto, a parlare erano stati gli avvocati dei genitori della donna uccisa: “Un vile omicidio domestico, in cui va contestata l’aggravante dei motivi abietti e il reato di vilipendio di cadavere”, hanno dichiarato Nicodemo Gentile e Pierina Manca, legali dei genitori di Federica. “Quanto accaduto non rappresentava un ‘ultimo appuntamento’, ma l’ultimo momento utile per l’indagato per tentare di trattenere Federica, ormai decisa a lasciare la casa coniugale e a iniziare un nuovo percorso da sola con il bambino. Una scelta chiara e irrevocabile, che esclude qualsiasi uso strumentale del minore, come confermato da chi conosceva Federica: sempre equilibrata, responsabile e rispettosa del ruolo genitoriale”. Significativo, hanno sottolineato gli avvocati, è quanto riportato dall’ordinanza del gip del 21 gennaio: l’indagato ha agito “eliminandola e privandola di ogni autonomia decisionale”, chiarendo così la natura della condotta. Alla luce di questi elementi, i legali hanno annunciato il deposito di una memoria tecnica alla Procura affinché venga contestata anche l’aggravante dei motivi abietti. 

Le indagini non si sono fermate, dunque, dopo la confessione di Claudio Carlomagno. Gli inquirenti sono ancora alla ricerca del coltello e sono al lavoro per chiarire quelle che gli inquirenti considerano ‘zone d’ombra’ nella versione dell’uomo, ed escludere eventuali responsabilità di altre persone nelle fasi successive al femminicidio.