ASUNCIÓN - È stata siglata ad Asunción, in Paraguay, l’intesa commerciale con il Mercosur, una firma che ha creato un clima di tensione a Bruxelles. Insieme ai rappresentanti dell’Unione europea erano presenti il presidente ospitante Santiago Peña, il leader argentino Javier Milei e quello uruguaiano Yamandú Orsi, mentre il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha inviato il ministro degli Esteri Mauro Vieira al suo posto.
L’evento si è svolto a mezzogiorno al Gran Teatro José Asunción Flores del Banco Central del Paraguay, segnando la conclusione di oltre 25 anni di negoziati. Sebbene la firma dell’accordo abbia rappresentato un passaggio importante, manca ora la ratifica, legata al voto del Parlamento europeo, previsto entro la primavera.
L’accordo Ue-Mercosur prevede l’eliminazione, o una forte riduzione, dei dazi sul 90-93% delle esportazioni europee verso i Paesi del Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – con risparmi annui di oltre 4 miliardi di euro per settori chiave come automotive (dazi fino al 35% azzerati in 15-18 anni), macchinari, chimico-farmaceutico e agroalimentare.
Viene garantita la protezione per oltre 340 indicazioni geografiche europee (57 italiane, come il Prosciutto di Parma), l’accesso preferenziale a materie prime critiche, procedure doganali semplificate e clausole di salvaguardia per filiere sensibili contro squilibri dell’import; l’accordo promuove inoltre standard UE su ambiente, diritti dei lavoratori e sviluppo sostenibile, creando un’area di libero scambio per circa 800 milioni di persone, con una crescita stimata dell’export Ue fino a 50 miliardi di euro entro il 2040.
“Questo accordo invia un segnale forte al mondo – ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen –. Riflette una scelta chiara e deliberata. Preferiamo il commercio equo ai dazi doganali, scegliamo una partnership produttiva e a lungo termine e, soprattutto, intendiamo offrire vantaggi reali e tangibili ai nostri cittadini e alle nostre aziende”. “Stiamo creando la più grande zona di libero scambio al mondo, un mercato che vale quasi il 20% del Pil globale, con opportunità incalcolabili per i nostri 700 milioni di cittadini”, ha aggiunto.
Intervenendo alla cerimonia della firma, il presidente argentino Javier Milei ha voluto ringraziare “il contributo della mia amica, la premier italiana Giorgia Meloni: il suo impegno è stato cruciale per il successo di questo negoziato”.
“La rilevanza di questo accordo va al di là delle cifre. Lanciamo un messaggio sull’essenza del commercio libero, del multilateralismo e del diritto internazionale come base nei rapporti tra le regioni, invece che come arma geopolitica”, ha commentato il presidente del Consiglio europeo António Costa, aggiungendo che “forse arriva tardi, ma arriva nel momento più opportuno: non vogliamo creare sfere d’influenza, ma zone di prosperità condivisa; non vogliamo né dominare né imporre, ma rafforzare i legami tra i cittadini e le nostre imprese”.
“Mentre c’è chi crea barriere, noi lanciamo ponti”, ha concluso.