MELBOURNE - La gestione della crisi dei carburanti innescata dal conflitto tra Stati Uniti e Iran sta iniziando a pesare sul consenso del primo ministro Anthony Albanese.
Due nuovi sondaggi indicano un elettorato più critico, in un contesto segnato da prezzi in aumento e timori sull’economia.
Secondo un’indagine RedBridge/Accent Research, Albanese scende al 33 per cento come leader preferito, in calo di un punto. Il dato riflette una percezione meno positiva della risposta del governo all’impennata dei costi energetici e alle difficoltà nella distribuzione del carburante.
Il quadro politico appare più frammentato. Il Partito laburista resta stabile al 32 per cento nelle intenzioni di voto primarie, ma One Nation cresce al 29 per cento, consolidando una posizione di rilievo. I Verdi salgono al 13 per cento, mentre la coalizione Liberali-Nazionali arretra al 17 per cento, nonostante il recente doppio cambio di leadership con Angus Taylor e Matt Canavan.
Un secondo rilevamento, il Newspoll pubblicato da The Australian, conferma la tendenza. I Laburisti scendono al 31 per cento, il livello più basso dalle elezioni del 2022, mentre One Nation si attesta al 26 per cento, davanti alla Coalizione al 21 per cento.
Albanese mantiene comunque un vantaggio come primo ministro preferito, con il 44 per cento contro il 36 per cento di Taylor. Tuttavia, il suo indice di gradimento netto peggiora fino a -18 per cento, segnale di una crescente insoddisfazione. Anche Taylor resta in territorio negativo, a -7 per cento.
Il contesto internazionale pesa sulle percezioni interne. Quasi tre quarti degli intervistati si dichiarano contrari alla guerra guidata dagli Stati Uniti contro l’Iran, mentre il 63 per cento si oppone all’ipotesi di un coinvolgimento militare australiano nello Stretto di Hormuz.
Il legame tra crisi energetica e politica interna è sempre più evidente. L’aumento dei prezzi del carburante, unito al rischio di una nuova accelerazione dell’inflazione e dei tassi d’interesse, sta incidendo direttamente sul giudizio degli elettori.
Nel frattempo, oggi, il Consiglio intergovernativo torna a riunirsi per coordinare la risposta alla crisi. Stati, Territori e imprese chiedono una strategia comune per evitare disallineamenti e contenere gli effetti sull’economia reale.
Il dato politico più chiaro resta la crescita di One Nation. Dopo il risultato nel South Australia, il partito guidato da Pauline Hanson continua a intercettare una quota rilevante di consenso, erodendo spazio sia alla Coalizione sia, in parte, al voto di protesta più ampio.