CANBERRA - I primi sondaggi dopo il cambio al vertice suggeriscono che una parte dell’elettorato sia disposta a concedere ad Angus Taylor una possibilità, mentre il nuovo leader liberale si prepara a presentare un frontbench rinnovato.
Dopo aver deposto Sussan Ley con una sfida interna venerdì scorso, Taylor ha trascorso i suoi primi giorni alla guida dell’opposizione delineando le priorità politiche e valutando il ritorno di figure chiave escluse o marginalizzate dalla precedente leadership.
Tra i nomi destinati a rientrare nei ruoli di primo piano figurano Jacinta Nampijinpa Price, Sarah Henderson e Andrew Hastie, tutti esponenti dell’ala conservatrice. Price, intervenendo in un podcast, ha rivendicato apertamente un posto nella nuova squadra, sostenendo di essere stata sacrificata in passato dai colleghi. “Sono tornata”, ha detto, senza però fare marcia indietro sulle dichiarazioni controverse sui migranti indiani che avevano contribuito alla sua estromissione dal gabinetto ombra sotto Ley.
Il primo sondaggio pubblicato dopo la mozione di sfiducia indica un lieve miglioramento per la Coalizione sotto la guida di Taylor. Alla domanda su come voterebbero con Taylor o con Ley leader, il sostegno ai Liberali risulta di tre punti percentuali più alto con il nuovo leader. Il 23 per cento degli intervistati metterebbe la Coalizione come prima scelta, un dato che la colloca alla pari con One Nation. Il sondaggio Resolve, pubblicato dai quotidiani del gruppo Nine, è stato condotto a cavallo tra gli ultimi giorni della leadership Ley e l’inizio di quella di Taylor.
Il contesto resta comunque complesso. One Nation continua a registrare numeri elevati, con il 27 per cento nei dati dell’ultimo Newspoll precedente al cambio di leadership, mentre la Coalizione si attestava al 18 per cento. È su questo terreno che Taylor sembra voler giocare una parte della sua strategia.
Il nuovo leader ha scritto al primo ministro Anthony Albanese proponendo un audit congiunto sulla spesa pubblica, sostenendo che livelli record di spesa stiano alimentando inflazione, tassi d’interesse più alti e debito crescente. Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha liquidato la proposta come una manovra prevedibile, ricordando il ruolo di Taylor nelle scelte economiche passate della Coalizione.
Sul fronte politico, Taylor ha già segnalato una linea più dura sull’immigrazione, parlando di difesa dello “stile di vita australiano” e di controlli più severi. Secondo l’ex alto funzionario Abul Rizvi, questa posizione riflette direttamente l’ascesa di One Nation nei sondaggi. Rizvi ha però ricordato che requisiti stringenti esistono già e che il governo laburista ha recentemente corretto politiche che avevano favorito un forte aumento dei flussi migratori.
Oltre all’immigrazione, Taylor e la sua vice Jane Hume hanno promesso minori imposte, maggiore attenzione all’accesso alla casa e una svolta sulle politiche energetiche, giudicate troppo ideologiche.
Resta ora da vedere se il nuovo fronte dei ministri ombra riuscirà a trasformare il primo timido slancio nei sondaggi in una vera inversione di tendenza.