MELBOURNE - L’ultimo sondaggio Roy Morgan scuote la politica del Victoria: One Nation balza al primo posto nelle intenzioni di voto primarie con il 26,5 per cento, superando di misura il Partito laburista al 25,5 per cento e lasciando la Coalizione Liberal–Nazionale al 21,5 per cento. I Verdi si attestano al 13,5 per cento, mentre il 13 per cento va a indipendenti e altre formazioni minori. Se si votasse oggi, lo scenario più probabile sarebbe un parlamento senza maggioranza.
Nonostante il sorpasso nel voto primario, il partito della premier Jacinta Allan resta avanti nel conteggio a due preferenze: 52 a 48 contro la Coalizione guidata da Jess Wilson e 52,5 a 47,5 contro One Nation. In una misurazione a tre partiti, il Partito laburista è al 44,5 per cento, davanti a One Nation al 29,5 e alla Coalizione al 26. In un eventuale ballottaggio tra Coalizione e One Nation, Liberali e Nazionali vincerebbero 56 a 44 grazie alle preferenze degli elettori laburisti.
Il dato più critico per Allan riguarda la leadership: il 51 per cento degli intervistati ritiene che Wilson sarebbe un premier migliore, contro il 42,5 per cento per Allan. L’indice di approvazione personale della premier è al 30,5 per cento, con il 67,5 per cento di giudizi negativi. Wilson registra un gradimento del 53 per cento. Il sondaggio ha coinvolto 2.462 elettori tra il 13 e il 16 febbraio.
La deputata statale di One Nation Rikkie-Lee Tyrrell parla di “consenso crescente” e sostiene come molti elettori si sentano ignorati dai maggiori partiti. Il partito punta a presentare candidati in tutti i collegi, pur sottolineando che “il sondaggio che conta è quello del giorno delle elezioni”.
La rilevazione viene pubblicata mentre Allan è sotto pressione per la gestione del caso CFMEU e per il programma infrastrutturale “Big Build”. In conferenza stampa, la premier ha interrotto più volte i giornalisti chiedendo la ritrattazione di un commento stando al quale appariva “disinteressata” rispetto alle vittime di presunte violenze legate al sindacato. Allan ha respinto l’accusa e ha condizionato la prosecuzione dell’incontro con la stampa a una rettifica esplicita.
Con il voto fissato al 28 novembre, il sondaggio fotografa un elettorato incerto. One Nation capitalizza il malcontento, il Partito laburista conserva un vantaggio strutturale sulle preferenze, la Coalizione tenta di recuperare terreno. Al momento, rimangono margini ancora ampi per cambi di scenario.