BRISBANE - Il sondaggio ridisegna gli equilibri della politica federale australiana e segnala un possibile terremoto elettorale. Secondo l’analisi di DemosAU, One Nation potrebbe diventare la principale forza di opposizione, superando la coalizione Liberali-Nazionali e conquistando un numero consistente di seggi.

La rilevazione, basata su oltre 8.400 interviste e su una modellizzazione dei 150 collegi federali, indica che la Coalizione potrebbe scendere tra nove e 17 seggi, un risultato che la relegherebbe ai margini del Parlamento. Al contrario, One Nation è accreditata tra 46 e 55 seggi, numeri che la porterebbero a guidare l’opposizione.

Il Partito laburista resterebbe al governo con un terzo mandato consecutivo, ma con una maggioranza più contenuta, stimata tra 77 e 86 seggi. Un quadro che conferma la tenuta del partito al governo, ma evidenzia anche una crescente frammentazione del voto.

Il dato più rilevante riguarda il crollo della Coalizione nei propri bastioni tradizionali. Il sondaggio prevede One Nation in vantaggio in numerosi collegi attualmente detenuti da Liberali e Nazionali, incluso quello del leader dell’opposizione Angus Taylor. Il partito di Pauline Hanson guadagnerebbe terreno anche in alcune aree regionali oggi controllate dal Partito laburista.

Secondo George Hasanakos, direttore della ricerca di DemosAU, il fenomeno si spiega anche con cambiamenti sociali ed economici. One Nation starebbe intercettando consensi nelle periferie urbane di Sydney, Melbourne e Brisbane, dove si concentrano nuovi residenti colpiti dal costo delle abitazioni. In queste aree, il Partito laburista mantiene una presenza forte nei centri cittadini, ma rischia di perdere terreno nelle zone più esterne.

Il sondaggio si inserisce in una tendenza già evidenziata da altre rilevazioni, che mostrano una crescita del consenso per One Nation a scapito della Coalizione. Anche il recente Newspoll indica il partito di Hanson davanti ai Liberali-Nazionali nel voto primario.

Resta però incerto se questa dinamica sia destinata a consolidarsi. Le elezioni federali non sono previste prima del 2028 e il quadro potrebbe evolversi in un senso o nell’altro.

Nel frattempo, la Coalizione prova a reagire. Il passaggio della leadership a Angus Taylor per i Liberali e a Matt Canavan per i Nazionali viene interpretato come un tentativo di recuperare gli elettori persi.

Il segnale, però, è chiaro: l’assetto tradizionale della politica australiana appare sempre più sotto il segno del cambiamento.