WASHINGTON – Nel discorso sullo stato dell’Unione più lungo della storia americana, un’ora e 47 minuti, Donald Trump ha rivendicato quelli che ha definito gli enormi successi del suo primo anno di presidenza affermando che con lui “il Paese è tornato a vincere”. E ovviamente il lunghissimo elenco di risultati esaltanti in politica interna, estera e, soprattutto, in economia, è finito sotto la lente dei fact-checking dei media. Ecco alcuni dei passaggi che sono stati ‘controllati’.
“Le loro politiche hanno creato i prezzi alti, le nostre politiche li stanno velocemente eliminando”: in realtà i prezzi continuano a crescere anche se il tasso di inflazione ha rallentato da quando Trump è alla presidenza, arrivando al 2,4% nei 12 mesi conclusi lo scorso gennaio, contro il 3% dell’ultimo anno di presidenza Biden che, bisogna ricordare, ha dovuto fare i conti con un grande aumento dei prezzi nei suoi primi due anni di presidenza, con l’inflazione che nel giugno del 2022 ha toccato il record del 9,1%.
Trump ha elencato una serie di prodotti alimentari i cui prezzi sarebbero scesi, vantando un prezzo delle uova - il cui aumento era stato al centro della campagna elettorale - sceso del “60%”. Il prezzo delle uova è in effetti sceso, ma del 34% negli ultimi mesi, ma quello del manzo è aumentato del 15% e in generale negli ultimi 12 mesi i prezzi alimentari sono aumentati del 2,1%.
“La benzina ora è sotto i due dollari e 30 al gallone nella maggioranza degli Stati, in alcuni posti un dollaro e 99 al gallone”: secondo l’Automobile Association, il giorno dopo il discorso il prezzo medio della benzina negli Usa era di due dollari e 95 a gallone.
L’unico Stato in cui si può trovare la benzina ad una cifra vicina a quella citata da Trump è l’Oklahoma. Il sito GasBuddy inoltre informa che solo 4 delle 150mila stazioni di rifornimento degli Usa vendono la benzina a meno di due dollari a gallone, quantità pari a 3,7 litri circa.
“In 12 mesi mi sono assicurato impegni di investimenti per oltre 18 trilioni di dollari da tutto il mondo”: non sono disponibili prove a sostegno di questa informazione. Sul sito della Casa Bianca che tiene il conto dei “nuovi investimenti nel settore manifatturiero, tecnologico e delle infrastrutture negli Usa”, a ieri il totale era fermo a 9,7 trilioni, che è sempre una grande cifra ma praticamente la metà di quella citata da Trump.
“Gli imbrogli sono dilaganti nel nostro sistema elettorale”: non ci sono prove di frodi consistenti nelle elezioni, anzi i dati indicano che si tratta di casi molto rari. La Heritage Foundation, think tank conservatore che ha contribuito alla base ideologica e agli uomini della seconda amministrazione Trump, ha contato 1.620 casi di frodi elettorali provate, in un database che risale fino al 1982.
“Sono entrati a milioni, da prigioni, ospedali psichiatrici, sono assassini, 11.888 assassini, sono venuti nel nostro Paese”: anche se è vero che 10 milioni di immigrati sono entrati durante l’amministrazione Biden, non ci sono prove che questi venissero da prigioni e ospedali psichiatrici o che fossero criminali.
La cifra poi di 11.888 assassini forse si riferisce al numero degli stranieri senza documenti che sono stati condannati per omicidio che sono in mano all’Ice, ma si tratta di immigrati che possono essere entrati negli Usa negli ultimi 4 decenni.
“Nei miei primi 10 mesi ho messo fine ad otto guerre”: la frase, costantemente ripetuta da mesi da Trump, nella migliore delle ipotesi risulta essere un’esagerazione, dal momento che non c’è consenso su quante guerre, o potenziali guerre, il tycoon abbia fermato. E nei casi in cui effettivamente è stata raggiunta la pace, l’effettivo ruolo della mediazione di Trump è oggetto di dibattito.
Da parte sua, Trump rivendica di aver messo fine alla guerra tra Israele e Iran, Egitto ed Etiopia, Thailandia e Cambogia, Serbia e Kosovo, Ruanda e Repubblica democratica del Congo, Armenia e Azerbaijan, India e Pakistan.
Subito dopo la fine del lungo intervento di Trump a Capitol Hill, è stata la volta del contro-discorso pronunciato dalla governatrice della Virginia, Abigail Spanberger, basato in larga parte su questo fact-checking. “Trump non ha detto la verità. Gli americani stanno pagando il prezzo dei dazi, mentre il Presidente già pensa a nuove tariffe”, ha attaccato la moderata, stella nascente del partito d’opposizione, sottolineando che “da quando questo Presidente è entrato in carica l’anno scorso, le sue politiche commerciali sconsiderate hanno costretto le famiglie americane a pagare più di 1.700 dollari ciascuna in dazi doganali. Le piccole imprese ne hanno sofferto. Gli agricoltori hanno sofferto.
Gli americani ne stanno pagando il prezzo”. Un messaggio che gli analisti hanno giudicato “diretto” e “preciso”. Spanberger, ex agente della Cia ha ribattutto a Trump sul tema più caro agli americani, quello sul quale si giocano tutte le elezioni, l’economia. “Vi stanno rendendo la vita più difficile. Vi stanno rendendo la vita più costosa”, ha incalzato smontando il quadro di una nazione fiorente dipinto dal tycoon.