Stefania Ferrario è una modella australiana che ha fatto suo il messaggio dell’accettazione del proprio corpo e della diversità, in un mondo ossessionato da canoni di bellezza irrealistici e astratti.
La 27enne è un’icona della moda australiana, ha posato per Diva Von Teese in una campagna incentrata sull’intimo in versione burlesque ed è stata una dei quattro volti della Melbourne Fashion Week 2017.
Davanti alla fotocamera e dietro l’obiettivo, Stefania è una forza della natura che non può essere ignorata.
Nata e cresciuta a Canberra da madre italiana e padre inglese, la modella oggi vive a Melbourne:
“Mia madre Lilia è nata a Bologna e quando terminò gli studi universitari, inziò un dottorato in astrofisica presso il Mount Stromlo Observatory di Canberra. Conobbe mio padre in Inghilterra durante il post-dottorato svolto alla Leicester University. Poco dopo, le venne offerto un lavoro presso l’Australian National University e così, insieme a mio padre, si trasferì in maniera permanente in Australia negli anni ‘90”, ha raccontato la modella al giornale.
Durante l’infanzia,Stefania ha fatto visita ai parenti in Italia molte volte, assorbendo così la cultura e le tradizioni italiane, dall’aroma delle lasagne e la polenta con lenticchie fritte, alle telefonate della madre con i parenti in Italia.
“Seppure mia madre parlasse inglese in casa, con un favoloso accento italiano, i miei nonni, mia zia e i mei cugini non parlavano bene l’inglese.
Così sin da piccola sono stata esposta alla lingua italiana e durante i miei viaggi per far visita alla famiglia, parlavo - o almeno ci provavo- solo italiano. Ho anche scelto di studiare italiano come seconda lingua durante gli anni del liceo, per avere una conoscenza più approfondita delle mie origini”.
Stephanie Denise Knightley decise di intraprendere la carriera di modella adottando il cognome della madre, Ferrario, per celebrare le sue origini italiane, “mentre Stefania è semplicemente la versione italiana del mio nome di battesimo”.
Il nome Stefania Ferrario oggi è conosciuto in tutto il mondo, la modella ha collaborato con aziende quali Myer, Target Australia, Sportsgirl, Bras N Things, Berlei e il marchio italiano Fiorella Rubino.

“Adoro andare a Milano per lavoro, trovo sempre il tempo per fare visita alla mia famiglia, che ora abita appena fuori Venezia”, ha raccontato.
Che sia a casa o in giro per il mondo, Stefania si sente onorata di poter svolgere il lavoro che sognava fin da quando aveva 16 anni: quello di fare la modella.
“Sono sempre emozionata quando partecipo a un set e sono grata di poter fare questo lavoro”, ha continuato.
Stefania Ferrario è anche diventata portavoce di un cambiamento nell’industria della moda: nel febbraio 2015 ha condotto la campagna, insieme alla presentatrice televisiva Ajay Rochester, per porre fine all’utilizzo del termine ‘taglia forte’ nel descrivere modelle che vestono oltre la taglia 8 australiana:
“Troppe volte ho sentito utilizzare il termine ‘plus size’ nell’industria. L’ho utilizzato addirittura anche io. Ciò che preoccupa è la confusione che esiste riguardo questo termine e il numero altissimo di donne che cadrebbe in questa categoria è assurdo”.
Nel momento in cui ha realizzato le dannose conseguenze che quel termine stava avendo su molte donne e sulla percezione dei loro corpi, ha deciso di fare qualcosa:
“Mi resi conto che molte ragazze e donne commentavano sotto articoli di giornali e sui social media, esprimendo la loro preoccupazione rispetto al termine ‘taglia forte’, soprattutto nel vedere modelle con una corporatura simile alla loro, venire etichettate ‘plus size’”.
“Questo concetto ha fatto sentire a disagio moltissime donne, creando ansie e pensieri del tipo: ‘Se quella modella è una taglia forte, allora io cosa sono?’. Poi un giorno ho visto una ragazza venire bullizzata online da altre modelle solo per aver espresso quanto fosse ridicolo per lei questo concetto, e così ho deciso di fare sentire la mia voce”.
Stefania pubblica infatti poco dopo una sua foto seguita dalla didascalia: “Sono una modella, PUNTO” e l’hasthag #droptheplus, guadagnando molto seguito nei media e aprendo molte discussioni in materia, scatenando reazioni principalmente positive, sia dal pubblico sui social media che dai professionisti del settore.
Da quel momento, l’hashtag ha dato vita a un movimento ed è diventato subito virale.
Oggi Stefania Ferrario è una donna sicura di se che ama il suo corpo, ma non nega di aver seguito in passato i cosiddetti canoni estetici dettati dalla moda .
“Non mi sentivo abbastanza magra e avrei voluto essere più snella”, ha raccontato. La triste realtà è che molte donne, almeno in un momento della loro vita, si sentono inadeguate a causa degli standard assurdi dettati dall’industria e dai media.
Con la nascita dei social media, il problema si è solo inasprito.
Stefania ha quindi imparato ad amare il proprio corpo e le sue forme e sta utilizzando questi stessi canali per condividere il suo messaggio con altre donne e ragazze: “Spero di poter aiutare donne con un corpo simile al mio. Dobbiamo renderci conto che ciò che vediamo in televisione, sui social media e nei reality show, sono corpi sottoposti a chiururgie estetiche e, a meno che non si voglia spendere una fortuna e andare sotto il bisturi, queste forme sono impossibili da ottenere e non dovremmo sforzarci di assomigliargli. è una moda, proprio come altri canoni di bellezza dei secoli scorsi”.
La modella ci tiene a specificare che l’industria ha fatto grandi passi avanti nel campo dell’inclusione e la diversità, con la comparsa di donne di forme differenti nelle principali campagne e la diminuzione dell’utilizzo del termine ‘taglie forti’.
Ma c’è ancora strada da fare per una giusta rappresentazione delle donne sulle copertine delle riviste e in passerella: “Per me, un altro passo importante, sarebbe quello di avere modelle di età differenti, donne di 30, 40 e 50 anni e oltre sono quelle che spendono le maggiori somme di denaro in vestiti e hanno maggiore capitale a disposizione, dovremmo soddisfarle di più. Questa ossessione per modelle giovani è poco sana se non dannosa”, ha concluso la modella.
Rifiutando di essere etichettata in base alle sue misure, Stefania Ferrario sta tentando diffondere il concetto per cui la bellezza è negli occhi di chi la guarda e non dovrebbe essere dettata dai media e dall’industria della moda.