Una devozione profonda che resiste nel tempo.
Grande entusiasmo e una partecipazione da record hanno fatto da cornice all’evento più atteso dell’anno per la comunità italiana di Altona: la festa di San Nicola di Bari che, domenica 7 dicembre, ha richiamato oltre 300 persone nei giardini dell’Italian Social Club Altona.
Un appuntamento che, per molti, rappresenta un vero e proprio ritorno alle radici, dato che la devozione al Santo affonda nel cuore di Stefanaconi, piccolo centro del vibonese da cui provengono numerosi soci del sodalizio.
La giornata si è aperta con la Santa Messa celebrata da Michael Cagna, seguita dalla tradizionale processione della statua di San Nicola, accompagnata dalla Maltese One Band e da un corteo di fedeli che ha raggiunto la graziosa cappella del club, dove la statua è stata riposta tra gli applausi e la commozione dei presenti. Complice una splendida giornata estiva, gli ospiti si sono poi goduti un delizioso barbecue all’aperto, con la pizza preparata sul momento e una selezione di dolci tradizionali, dai mostaccioli caserecci ai pasticcini freschi.
Il successo dell’evento è il risultato dell’impeccabile lavoro del comitato di San Nicola, un sottocomitato nato proprio per organizzare la festa più sentita dell’anno. “Abbiamo lavorato incessantemente per due settimane, tutti hanno dato una mano. Ieri eravamo qui dalla mattina”, ha raccontato Pina Conidi, instancabile segretaria e colonna portante del sodalizio.
Anche Antonio Tamburro, figura di riferimento del gruppo, ha voluto ringraziare il sottocomitato e la comunità: “Sono ventotto anni che la festa si tiene qui. Ringraziamo San Nicola che ci dà la forza. E grazie al comitato e a tutti voi per essere qui con noi a celebrare questa grande festa”.
Lo stesso Tamburro ha poi ripercorso le origini dell’iniziativa: “Diversi anni fa tutto è cominciato al Migrant Resource Centre, dove ci incontravamo per la scuola italiana dei bambini. Il primo insegnante era il signor Lavorato, che divenne anche il primo presidente. Ci siamo detti: ‘Perché non avviamo un club?’. Era il 1976. Cominciammo chiedendo fondi alla gente e pian piano siamo partiti”. L’attuale sede del club è stata inaugurata però solo nel 1994.
La comunità mantiene un legame forte con il Santo, come hanno spiegato gli organizzatori: “Veniamo da Stefanaconi, dove San Nicola è patrono. Negli anni ‘90 alcune famiglie si unirono, misero mano al portafoglio e portarono una statua da Napoli”. È una fede che ha attraversato distanze e generazioni, senza mai spezzarsi, come confermano le parole di Antonio Perillo, membro del sottocomitato: “Io non sono originario di quelle parti, ma la tradizione è rimasta. Questa è una festa che riunisce la gente e tiene insieme la nostra grande comunità”.
Accanto a lui, anche Vittorio Sgalia, vicepresidente del Williamstown Italian Social Club, ha espresso la sua fedeltà a questa ricorrenza: “Vengo qui ogni anno, da quando hanno iniziato questa tradizione, e continuerò ad essere presente finché avrò salute. Anche se appartengo ad un'altra associazione, mi piace collaborare. Oggi è tutto più difficile e dobbiamo sostenerci l’un l’altro”.
Vittorio ci ha raccontato anche la sua lunga esperienza di viaggiatore, la partecipazione ai club italiani della città e la sua storia personale, segnata da lutti profondi ma anche dalla capacità di “tirare avanti piano piano”.
Il pomeriggio ha regalato ai più piccoli l’arrivo di Babbo Natale con tanti regali, lo zampognaro, il ‘truccabimbi’ e, a chiudere in bellezza, un suggestivo spettacolo pirotecnico applaudito da tutta la platea. La serata è proseguita con la musica del gruppo As New, che ha animato la pista da ballo, richiamando volti noti della comunità italiana.
Tra questi Dino, ballerino amatissimo, presenza immancabile alle feste del Belpaese. La sua storia, fatta di sofferenza e rinascita, è un inno alla resilienza. Dopo una brutta diagnosi e altri seri problemi di salute, ha deciso di cambiare rotta. “A un certo punto mi sono detto: basta, prendo la vita come viene, ma lo farò ballando – ha asserito – perché quando ti apri alla vita, cambia sia il corpo che lo spirito”.