ROMA - Italia e Svizzera intensificano la collaborazione investigativa sulla strage del Constellation di Crans-Montana, dove nella notte di Capodanno persero la vita 41 persone, tra cui sei italiani, e 115 rimasero ferite.  

Pur senza arrivare a una “indagine comune”, le due procure hanno concordato una “cooperazione rafforzata” che, di fatto, si avvicina molto a quel modello. 

Al termine della missione nel Vallese del pm romano Stefano Opilio - accompagnato da squadra mobile, polizia giudiziaria, vigili del fuoco e dall’addetto di polizia dell’ambasciata italiana a Berna - è emerso un “principio di reciprocità”, per il quale dopo la rogatoria partita a gennaio da piazzale Clodio, ora sono gli inquirenti svizzeri a volere le carte dell’attività investigativa svolta in Italia.  

La procura generale del cantone del Vallese si appresta a inoltrare una commissione rogatoria all’autorità giudiziaria italiana per acquisire una serie di documenti: in primo luogo i referti delle autopsie sulle vittime italiane, poi le consulenze medico legali sui feriti, le analisi dei loro telefoni cellulari e i verbali delle testimonianze raccolte dagli investigatori italiani. 

Dal canto suo, Opilio ha potuto prendere visione integrale del dossier svizzero, oltre 3.500 pagine, e selezionare più di un migliaio di documenti per i quali è stata avanzata richiesta di acquisizione. La procura di Sion si è impegnata ad accelerare la procedura di valutazione e trasmissione attraverso l’ufficio federale di giustizia. 

Nella mattinata di giovedì la delegazione italiana ha effettuato un sopralluogo nel Constellation, il discobar teatro della tragedia. “La nostra visita qui è un segno di rispetto e di attenzione verso tutte le vittime”, ha dichiarato Opilio ai giornalisti. 

Resta da capire se questo clima di collaborazione sarà ritenuto sufficiente dal governo italiano per sciogliere il gelo diplomatico generatosi a fine gennaio, quando l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado fu richiamato a Roma dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale, accusato insieme ad altre otto persone di incendio, lesioni e omicidio colposi.  

Gli inquirenti svizzeri riprenderanno le audizioni dopo la pausa pasquale: il 7 aprile è previsto un nuovo interrogatorio di Moretti, mentre il 13 aprile toccherà ai cinque amministratori comunali, tra cui il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud.