GINEVRA – L’ultimo viaggio di Achille, Chiara, Giovanni, Emanuele e Riccardo è stato a bordo di un C130 che li ha riportati a casa. Le salme di cinque dei sei giovani connazionali morti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana sono rientrate in Italia con un volo di Stato.

A bordo non c’era Sofia Prosperi, la sesta vittima italiana, perché viveva a Lugano. Abbracci, silenzi e lacrime negli aeroporti militari di Linate e Ciampino, dove ad accogliere i feretri c’erano parenti e autorità locali e nazionali, tra cui il presidente del Senato, Ignazio La Russa, i ministri degli Esteri e dello Sport, Antonio Tajani e Andrea Abodi, e il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, venerdì prossimo sarà con ogni probabilità in Svizzera per partecipare alla cerimonia organizzata dal presidente federale per ricordare le vittime dell’incidente di Crans-Montana. È quanto si apprende in ambienti diplomatici.

La Confederazione Svizzera ha invitato i capi di Stato e di governo dei Paesi colpiti dalla tragedia di Crans Montana per il 9 gennaio, in occasione della giornata di lutto che “avrà deliberatamente una dimensione internazionale”.

La premier Giorgia Meloni ha invitato ministri, alte cariche e leader dell’opposizione a un momento di “unità nazionale” con una messa che si terrà venerdì pomeriggio nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo nel cuore della Capitale.

“Le immagini dell’arrivo in Italia delle vittime della tragedia di Crans-Montana hanno colpito profondamente tutti noi. In questo momento di grande dolore desidero esprimere ancora una volta il mio cordoglio alle famiglie delle vittime, che con dignità e forza stanno affrontando un momento devastante. A voi va la nostra più sincera vicinanza” ha scritto sui social.

La presidente del Consiglio ha anche contattato la mamma del sedicenne bolognese Giovanni Tamburi per esprimerle la propria vicinanza. “Mi è stata vicina personalmente - ha raccontato Carla Masiello - dandomi tutto il suo appoggio come se fossi stata sua sorella. Da mamma a mamma, da cuore a cuore”. 

All’atterraggio del volo sulla pista di Linate è calato il silenzio. Dall’aereo sono scese le salme dei due amici milanesi Achille Barosi e Chiara Costanzo, di Giovanni Tamburi e del genovese Emanuele Galeppini. Le bare, in legno chiaro, sono state spostate sui carri funebri e benedette da un sacerdote. Da lì sono partiti i due cortei per riportare Giovanni ed Emanuele nelle loro città.

Di fronte ai giornalisti di mezza Europa, il sindaco di Crans-Montana,Nicolas Féraud, ha ammesso che l’ultimo controllo antincendio nel bar della tragedia di Capodanno risale al 2019, mentre la normativa impone “annualmente” queste verifiche.

Per 40 minuti Féraud, ha risposto alle domande dei cronisti convocati nel centro congressi Le Régent. La magistratura “dirà quale influenza abbia avuto tale carenza nella catena di causalità che ha condotto alla tragedia”, ha precisato il primo cittadino, spiegando che “il Comune assumerà tutte le responsabilità che la giustizia determinerà”.

Al momento, però, non vuole sentire parlare di dimissioni: “Non è nel mezzo della tempesta che si abbandona la nave”. E se sulla sua amministrazione ora sale la pressione delle famiglie delle vittime - occorre mettere “sotto inchiesta” il Comune, dice l’avvocato Romain Jordan - sulla giustizia svizzera pesa l’indagine parallela aperta dalla procura di Parigi, che vuole “accompagnare le famiglie francesi nelle indagini condotte dalle autorità svizzere”.

Continuano, nel frattempo, le indagini sul devastante incendio che ha provocato una strage all’interno del locale Le Constellation: un bilancio tragico di 40 morti e 119 feriti, di cui 80 in gravi condizioni.

“Tutto lascia pensare che il fuoco” che ha causato la tragedia “sia partito da alcune candele che erano sopra le bottiglie di champagne” e che hanno provocato un incendio “del soffitto di legno del locale”, ha confermato in conferenza stampa la procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud, aggiungendo che “nessuna ipotesi viene esclusa nell’indagine”.

“Sembra che il fuoco sia partito dalle candele scintillanti, conosciute anche come flare, che erano state piazzate sulle bottiglie di champagne. Erano troppo vicine al soffitto e questo ha causato quello che viene definito un flashover, con le fiamme che si diffondono molto rapidamente”, ha aggiunto la procuratrice.

Pilloud ha spiegato che per l’inchiesta “sono stati ottenuti e analizzati dei video”. Sono già state interrogate molte persone, inclusi i due gestori del locale, che sono stati ascoltati “in qualità di persone chiamate a fornire informazioni”, ma “per il momento non è stata accertata alcuna responsabilità penale”. Gli interrogatori, ha precisato, “hanno permesso di chiarire la configurazione interna dei locali, i lavori effettuati e la capienza”.

“Saremo in grado di indagare se qualcuno abbia responsabilità penali per questo incidente. E se così fosse, e se queste persone fossero ancora in vita, verranno avviate tutte le indagini per incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose”, ha detto Pilloud.

Restano da chiarire aspetti cruciali come il rispetto delle norme di sicurezza e delle uscite di emergenza. La procuratrice ha ricordato che la scala che conduceva al seminterrato era particolarmente stretta, un elemento che potrebbe aver complicato l’evacuazione.