BERNA - L’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana (41 morti e 115 feriti) ha subito un’accelerazione improvvisa. Quello che sembrava un tragico incidente legato alla sicurezza si è trasformato in un’indagine tentacolare che coinvolge i vertici della politica vallesana e svela un impero finanziario costruito sul fango.
Gli inquirenti svizzeri descrivono un quadro di “fragilità estrema” e criminalità finanziaria. Secondo l’informativa della Polizia Federale, Jacques Moretti e Jessica Maric avrebbero gestito il “Le Constellation” e le altre attività attraverso un sistema paragonabile a uno Schema Ponzi.
L’impero della coppia si basava su una struttura vuota, alimentata da un successo fittizio costruito attraverso l’ostentazione di auto di lusso in leasing per attirare nuovi investitori e ottenere la fiducia delle banche. Questo meccanismo generava un debito infinito, basato sull’ottenimento di prestiti e ipoteche indebite, per acquisire nuovi locali tra Crans e Lens, usando sistematicamente i debiti di una società per coprire quelli della precedente.
In questo contesto, gli inquirenti ipotizzano anche un nesso con la criminalità corsa, storicamente attiva nel settore dello svago, casinò e ristorazione, ambiti nei quali Moretti opera da anni tra la Francia e la Svizzera.
La notizia più clamorosa riguarda il coinvolgimento diretto dell’amministrazione locale. Ci sono cinque nuovi indagati eccellenti che devono rispondere delle stesse accuse mosse ai coniugi Moretti: incendio, omicidio e lesioni colpose.
Oltre al Sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, l’inchiesta chiama in causa Christophe Balet (responsabile della sicurezza pubblica del Comune), Ken Jacquemoud (predecessore di Balet), Kévin Barras (ex consigliere alla sicurezza e attuale deputato supplente nel Parlamento vallesano) e Pierre Albéric Clivaz, Rudy Tissières e Baptiste Cotter (tecnici e funzionari con deleghe ai controlli edilizi e di sicurezza).
L’ipotesi è che vi siano state gravi omissioni nei controlli di sicurezza del locale, forse agevolate dal clima di “successo fittizio” creato dai Moretti.
Nonostante la gravità delle accuse e l’eco mediatica della strage, il Consiglio Comunale di Crans-Montana ha blindato il primo cittadino. In una nota ufficiale, l’amministrazione ha comunicato che Nicolas Féraud resterà in carica per la gestione degli affari correnti, dichiarando che il sindaco “continua a lavorare con serenità”.
Tuttavia, è stata decisa un’astensione obbligatoria: Féraud non potrà trattare alcun dossier legato alle conseguenze della tragedia del 1° gennaio, finché la sua posizione non sarà chiarita dalla Magistratura.