BUENOS AIRES – Si è aperto ieri il processo ai fratelli Sergio e Pablo Schoklender, per presunta frode ai danni dello Stato, nel programma di costruzione di case popolari “Sueños compartidos” (sogni condivisi) delle Madri di Plaza de Mayo.

Con loro sono imputati anche l’ex ministro della Pianificazione Federale Julio De Vido e l’ex segretario dei Lavori Pubblici José López 

López è stato trasferito dal carcere federale di Ezeiza, dove è detenuto mentre sconta una condanna per altri episodi di corruzione in opere pubbliche, mentre De Vido ha seguito il processo in videoconferenza. Anche lui è detenuto a Ezeiza, per la tragedia ferroviaria di Once del 2012.

Il processo è iniziato, ben 15 anni dopo l’apertura dell’inchiesta nel 2011, con il rischio che il caso vada in prescrizione a settembre. Insieme ai fratelli Schoklender, De Vido e López sono giudicati anche altri funzionari pubblici.

L’imputazione è di peculato. I fatti risalgono al periodo tra marzo 2008 e giugno 2011, quando l’associazione delle Madri di Plaza de Mayo legata a Hebe de Bonafini, ricevette dal governo di Cristina Kirchner 748 milioni di pesos (circa 530.000 dollari al cambio attuale) per la costruzione di case popolari in tutto il Paese, attraverso il programma “Sueños Compartidos”.

L’accusa sostiene che 206 milioni di pesos (attualmente circa 145.000 dollari) siano stati deviati e non utilizzati nella costruzione delle abitazioni.

Le costruzioni vennero effettivamente realizzate nella città e provincia di Buenos Aires,Chaco, Santiago dell’Estero, Misiones e nei comuni di Bariloche (Rio Negro) e Rosario (Santa Fe). Le accuse riguardano però l’obbligo per i sindaci di contrattare determinate cooperative di costruzione. Non solo: i fondi sviati sarebbero stati usati per acquisti privati di Schoklender, tra cui una Ferrari.

Il caso ha un secondo filone per il presunto riciclaggio di quei fondi. Tuttavia questa accusa sarà oggetto di un processo separato.

Dopo la lettura dell’accusa, la difesa di Sergio Schoklender ha chiesto l’assoluzione sulla base del principio della “ragionevole durata” del processo, dato che 15 anni sono trascorsi dall’inizio del caso e la prescrizione è prossima. L’accusa ha chiesto che la richiesta venga respinta, sostenendo che si tratta di una causa complessa con operazioni in tutto il Paese e che gli imputati hanno distrutto prove rallentando l’indagine, per esempio svuotando la documentazione delle Madri di Plaza de Mayo. Il tribunale si è riservato di decidere nei prossimi giorni.

Quando iniziò il programma “Sueños Compartidos” fu da subito oggetto di polemiche, proprio perché gestito dai due Schoklender. I fratelli erano stati condannati nel 1981 all’ergastolo per l’omicidio dei loro genitori. Hebe de Bonafini, presidente delle Madri di Plaza de Mayo, difese la loro presenza.

Figura simbolo nella lotta per i diritti umani durante l’ultima dittatura militare, anche Bonafini fu incriminata e rinviata a giudizio nel caso, ma si è sempre dichiarata all’oscuro di tutto. Sergio Schoklender, non si sa se per vendetta, ha sempre affermato che fosse al corrente dei suoi movimenti. È morta nel novembre del 2022.

Il delitto dei due fratelli Schoklender nel 1981 avvenne nell’ambito di una famiglia abusante e disfunzionale. Pablo e Sergio uccisero i genitori a colpi di bastone e per strangolamento e furono condannati all’ergastolo. Pablo era diventato maggiorenne da pochi mesi, Sergio aveva appena 23 anni.

Non godettero di nessuna attenuante né per la giovane età, né per gli abusi sofferti, perché l’Argentina era ancora una dittatura che intendeva il sistema giudiziario solo in senso punitivo e non come strumento di riabilitazione e risocializzazione.

Sergio ed Hebe de Bonafini si conobbero in carcere, nell’ambito di un programma di recupero per detenuti. Lui nel frattempo si era laureato in Giurisprudenza ed era diventato avvocato. Nel 1995 iniziò a godere di permessi premio e a collaborare con Madres de Plaza de Mayo, fino a diventarne il procuratore e coinvolgendo anche il fratello Pablo.  

Astuto, affascinante, manipolatore, Sergio si trasformò nel suo braccio destro, prendendo il posto dei due figli desaparecidos della donna. Lo scandalo, scoppiato nel 2011, segnò una serie di accuse incrociate tra Hebe e Sergio, che portarono alla rottura definitiva.

Madres de Plaza de Mayo si costituirono parte civile in una prima causa iniziata nel 2018. Hebe negò sempre qualsiasi coinvolgimento personale, Sergio invece ha sempre dichiarato che la donna era al corrente delle sue operazioni finanziarie.