ROMA - Sulla crisi in Medio Oriente l’Italia si muove su un doppio binario: da un lato il sostegno ai partner del Golfo, dall’altro la tutela dei propri cittadini bloccati nell’area. Sullo sfondo, il richiamo del Quirinale a una politica internazionale fondata sulla cooperazione e non sulla forza. 

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nei giorni scorsi nel mirino delle opposizioni per la sua presenza negli Emirati con la famiglia proprio quando la guerra tra Stati Uniti/Israele e Iran ha fatto esplodere la crisi e il suo rientro in Italia con un aereo militare, che ha sollevato domande anche sulle versioni discordanti riguardo ai motivi del viaggio e sul coordinamento con il governo e la Farnesina, ha ribadito che l’eventuale utilizzo delle basi militari italiane da parte degli Stati Uniti avviene nel quadro di accordi consolidati, dal Nato Sofa del 1951 al Memorandum d’intesa Italia-Usa del 1995. “Sono decisioni che spettano al governo. Quando ce lo chiederanno, risponderemo”, ha chiarito, replicando alle polemiche politiche. Un passaggio delicato, soprattutto alla luce delle minacce di Teheran, che considera eventuali azioni difensive europee come atti ostili.

Intanto Roma valuta un pacchetto di aiuti ai Paesi del Golfo colpiti dai missili iraniani. Tra le opzioni sul tavolo figurano dispositivi anti-drone, sistemi radar e persino il sistema terra-aria Samp-T, già fornito a Kiev. Gli Emirati Arabi e il Kuwait hanno chiesto supporto. Tuttavia le capacità italiane sono in parte già impegnate sul fianco Est europeo per il sostegno all’Ucraina, e ogni decisione dovrà coordinarsi con gli alleati Ue e Nato. Dalla Lega arriva l’invito a limitare l’impegno al piano logistico, evitando l’invio di soldati. 

Sul fronte interno, l’emergenza riguarda i connazionali. Secondo la Farnesina, sono circa 70.000 gli italiani presenti nell’area del Golfo tra residenti, militari, studenti e turisti. Dopo i primi rientri, centinaia di persone sono tornate con voli speciali da Muscat e Abu Dhabi. All’aeroporto di Malpensa sono atterrati anche 200 studenti minorenni, accolti dall’abbraccio delle famiglie. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha assicurato il massimo impegno e ha invitato i connazionali prenotati a presentarsi all’imbarco per non lasciare posti vuoti. Restano criticità: migliaia di italiani sono bloccati alle Maldive per la chiusura degli hub del Golfo, mentre a Dubai la nave da crociera Msc Euribia è ferma in porto da giorni. 

In questo clima di tensione internazionale, il presidente Sergio Mattarella ha richiamato al Quirinale il “valore del multilateralismo”. Senza citare direttamente Trump o Netanyahu, ha parlato di due visioni contrapposte: quella di chi “impone la forza” e quella di chi “condivide responsabilità e obiettivi”.