BERNA - Il governo svizzero ha annunciato un pagamento una tantum di 50mila franchi svizzeri (circa 91mila dollari australiani) ai superstiti gravemente feriti e ai familiari delle vittime dell’incendio divampato la notte di Capodanno in un locale di Crans-Montana, nel Canton Vallese. Il rogo aveva causato 41 morti e oltre 100 feriti.
La cosiddetta “contribuzione di solidarietà”, approvata dal Consiglio federale, mira a garantire un sostegno finanziario rapido e a rappresentare un gesto di vicinanza alle persone colpite. In linea di principio, il pagamento sarà riconosciuto per ogni persona deceduta e per ogni individuo ricoverato in ospedale a seguito dell’incendio.
“Condividiamo con le vittime e le loro famiglie il desiderio di verità e giustizia - ha dichiarato il presidente svizzero Guy Parmelin in conferenza stampa -. Vogliamo sapere cosa è accaduto, perché e come avrebbe potuto essere evitato”.
Secondo le prime ricostruzioni di testimoni e magistrati, le fiamme sarebbero state innescate dall’uso di candele scintillanti che avrebbero incendiato il materiale fonoassorbente in schiuma sul soffitto del seminterrato del locale. Tra le vittime figurano molti adolescenti e diversi cittadini stranieri, in particolare francesi e italiani.
Il ministro della Giustizia Beat Jans ha spiegato che la Confederazione metterà a disposizione 7,8 milioni di franchi (circa 14,2 milioni di dollari australiani) per 156 persone tra le più gravemente colpite. La somma si aggiunge ai 10 milioni di franchi già promessi dal Canton Vallese a una fondazione dedicata al sostegno delle vittime.
Il Consiglio federale intende inoltre convocare una tavola rotonda per facilitare accordi extragiudiziali tra vittime, assicurazioni e autorità, con l’obiettivo di evitare lunghe battaglie legali. Per questi accordi potrebbe essere stanziata una cifra fino a 20 milioni di franchi.
Il governo ha chiesto al Parlamento di accelerare l’approvazione della legislazione necessaria per rendere operative le misure. Ulteriori 8,5 milioni di franchi saranno destinati ai cantoni interessati per coprire costi straordinari.
Secondo l’Ufficio federale di giustizia, l’intervento si è reso necessario dopo aver individuato lacune nei sistemi di assistenza esistenti, pensati per casi individuali e meno adatti a catastrofi di ampia portata.