SYDNEY - Il fenomeno delle cosiddette “poo balls” finite sulle spiagge più famose di Sydney avrà conseguenze strutturali di lungo periodo.
Il governo Minns ha annunciato un piano da 3 miliardi di dollari per ammodernare la rete fognaria della città, dopo che migliaia di palline nere e grigie hanno costretto alla chiusura di Bondi, Manly e di altri litorali tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.
Le indagini dell’ente ambientale statale hanno stabilito che i detriti sono con ogni probabilità riconducibili all’impianto di scarico oceanico profondo di Malabar, che serve quasi due milioni di residenti. Non è stato individuato un singolo punto di origine, ma gli esperti ritengono che le palline si siano formate nel tempo a causa dell’accumulo di grassi, oli e residui, combinato con particolari condizioni meteo e oceanografiche.
Le analisi di laboratorio hanno rilevato la presenza di centinaia di materiali diversi, dai grassi domestici, ai capelli e a escrementi. Secondo il rapporto, le “poo balls” sarebbero emerse durante l’estate in seguito a più di dieci eventi distinti di scarico. Un segnale, secondo le autorità, della crescente pressione su un sistema ormai datato.
Il piano di ammodernamento, che si svilupperà nell’arco di dieci anni, mira a ridurre il volume di acque reflue da trattare e scaricare in mare. Gli interventi saranno scaglionati nel tempo per evitare un aumento improvviso delle bollette per gli utenti di Sydney Water e, allo stesso tempo, per rimuovere un collo di bottiglia infrastrutturale che da anni frena lo sviluppo abitativo.
“La città cresce rapidamente e nessuno vuole rivedere questi detriti sulle nostre spiagge”, ha dichiarato il ministro per le Risorse idriche Rose Jackson. “La verità è che il sistema fognario deve essere adeguato alla crescita della popolazione. Per troppo tempo la mancanza di investimenti nelle infrastrutture essenziali, soprattutto a western Sydney, ha rallentato i nostri obiettivi abitativi”.
Secondo l’amministratore delegato di Sydney Water, Darren Cleary, il programma ridurrà la pressione su impianti costieri ormai obsoleti e renderà la rete più adatta alle esigenze future. I primi interventi interesseranno i siti di trattamento di Glenfield e Liverpool, dove i lavori inizieranno nei prossimi mesi.
Nel frattempo, sono state introdotte misure immediate: controlli più frequenti delle griglie di scarico oceaniche, regole più severe per gli utenti considerati a rischio e un rafforzamento delle campagne informative su grassi, oli e residui domestici. L’obiettivo è evitare nuovi episodi imbarazzanti e proteggere un patrimonio naturale che resta centrale per l’immagine e l’economia di Sydney.