MELBOURNE - Una ricompensa da un milione di dollari potrebbe essere assegnata per la segnalazione che ha permesso di localizzare Dezi Freeman, l’uomo ricercato per l’uccisione di due agenti di polizia e rimasto latitante per oltre sette mesi.
Freeman, 56 anni, è stato ucciso lunedì dallo Special Operations Group della Victoria Police in una proprietà rurale isolata a Thologolong, vicino a Walwa, al confine tra Victoria e New South Wales. L’operazione ha posto fine a una delle cacce all’uomo più estese nella storia recente del Paese.
Secondo fonti investigative, decisive sarebbero state le informazioni fornite da un cittadino. La segnalazione avrebbe indirizzato gli agenti verso il nascondiglio dell’uomo, un’area remota dove Freeman si sarebbe rifugiato per mesi.
Il capo della polizia del Victoria, Mike Bush, ha evitato di confermare ufficialmente il pagamento della ricompensa, sottolineando che eventuali richieste restano confidenziali. Tuttavia, secondo indiscrezioni, la procedura per l’assegnazione sarebbe già in corso.
Restano molti interrogativi su come Freeman sia riuscito a nascondersi così a lungo. Neil Sutherland, il cui fratello è proprietario del terreno dove è avvenuto il blitz, ha escluso qualsiasi coinvolgimento della famiglia, spiegando che il fratello si trovava in Tasmania al momento dei fatti e non era a conoscenza della presenza del fuggitivo.
Il corpo di Freeman è stato formalmente identificato oggi, mentre l’indagine è ora affidata alla squadra omicidi e successivamente passerà al coroner, che analizzerà l’intera vicenda, inclusi gli ultimi istanti prima della sparatoria.
Secondo gli esperti, l’inchiesta ricostruirà nei dettagli la dinamica dei fatti: dalla posizione degli agenti alla sequenza degli spari, fino alle decisioni operative prese sul campo. Elementi tecnici come traiettorie dei proiettili, immagini video e testimonianze saranno centrali.
Le immagini già emerse mostrano Freeman uscire da una struttura improvvisata, avvolto in una coperta, prima di estrarre un’arma e puntarla verso gli agenti. Non è chiaro se abbia fatto fuoco prima che la polizia reagisse.
Il coroner dovrà stabilire non solo le circostanze della morte di Freeman, ma anche quelle dei due agenti uccisi ad agosto durante l’esecuzione di un mandato a Porepunkah. L’obiettivo è individuare eventuali responsabilità e prevenire episodi simili in futuro.
Il lungo inseguimento si chiude così con un esito definitivo, ma lascia aperte domande sulla rete di eventuali complici e sulle falle che hanno permesso a Freeman di sfuggire alla cattura per mesi.