HOBART - Il taglio temporaneo delle accise su benzina e nafta offrirà un sollievo immediato agli automobilisti, ma potrebbe avere conseguenze meno favorevoli nel medio periodo.
È il quadro delineato da diversi economisti, mentre il governo cerca di contenere l’impatto della crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente.
Da domani, il prezzo del carburante scenderà di 26,3 centesimi al litro grazie alla riduzione fiscale decisa da Canberra. In termini pratici, il risparmio sarà di circa 10,50 dollari per un pieno da 40 litri e fino a 21 dollari per veicoli di maggiore cilindrata.
Una boccata d’ossigeno per famiglie e lavoratori, ma secondo l’economista indipendente Saul Eslake la misura rischia di alimentare nuove pressioni inflazionistiche. Con più denaro disponibile, i consumatori potrebbero aumentare la spesa in altri settori, contribuendo a mantenere elevati i prezzi.
“Quello che il governo dà, la Reserve Bank potrebbe togliere”, ha sintetizzato Eslake, suggerendo che il risultato finale potrebbe essere un aumento dei tassi d’interesse per contenere l’inflazione.
Il Dipartimento del Tesoro sostiene che il taglio delle accise ridurrà temporaneamente l’inflazione di circa mezzo punto percentuale. Tuttavia, la Banca centrale guarda soprattutto all’inflazione di fondo, che tende a escludere componenti volatili come i carburanti. Questo significa che l’effetto della misura potrebbe essere limitato nella valutazione complessiva della politica monetaria.
C’è poi un altro aspetto: il rischio di aumentare la domanda proprio mentre l’offerta resta incerta. Secondo Eslake, abbassare i prezzi in una fase di tensione sulle forniture può produrre l’effetto opposto a quello desiderato, incentivando i consumi invece di contenerli.
Anche l’economista Chris Richardson mette in dubbio l’efficacia della scelta. “È comprensibile sul piano politico, ma meno su quello economico”, ha osservato, avvertendo che l’inflazione potrebbe restare agli attuali livelli indesiderati più a lungo.
Nel frattempo, i rincari si stanno già trasferendo su altri settori. La compagnia TT-Line ha introdotto un sovrapprezzo del 15 per cento sui collegamenti marittimi tra Geelong e Devonport, a fronte di un aumento dell’80 per cento dei costi del carburante.
Critiche pervengono anche dall’estero. Il primo ministro neozelandese Christopher Luxon ha definito la misura “mal calibrata”, sostenendo che favorisca i redditi più alti e incentivi il consumo in un momento di carenza.
Il governo difende l’intervento come necessario per alleggerire il costo della vita. Ma il bilancio, stimato in 2,55 miliardi di dollari in tre mesi, e le possibili ricadute su inflazione e tassi rendono il quadro più complesso.
Nel breve termine il beneficio è evidente. Nel medio, il conto potrebbe spostarsi altrove.