SYDNEY - Il taglio delle accise sui carburanti deciso dal governo federale non porterà un sollievo immediato agli automobilisti, molte famiglie si ritroveranno a pagare prezzi elevati almeno fino al periodo pasquale.
La riduzione di circa 26 centesimi al litro sul prezzo all’ingrosso è stata introdotta per contenere gli effetti economici della guerra in Medio Oriente, ma il beneficio richiederà tempo per arrivare alla pompa. Il motivo è operativo: le stazioni di servizio devono prima esaurire le scorte acquistate a prezzi più alti prima di poter vendere carburante più economico.
Secondo Peter Khoury di NRMA, nelle aree metropolitane – dove il ricambio è più rapido – l’effetto potrebbe vedersi in pochi giorni. Nelle zone regionali, invece, l’attesa potrebbe prolungarsi fino a due settimane o più.
“Solo quando acquisteranno nuove forniture, gli operatori potranno trasferire lo sconto ai clienti”, ha spiegato Khoury.
Il governo ha invitato a non aspettarsi cambiamenti immediati. Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha chiarito che chi si presenta alla pompa subito dopo l’entrata in vigore della misura non vedrà automaticamente il prezzo ridotto. Allo stesso tempo, ha assicurato che l’autorità garante della concorrenza vigilerà affinché i ribassi vengano effettivamente trasferiti ai consumatori.
Tuttavia, i margini di intervento diretto sono limitati. L’ex presidente dell’Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) Allan Fels ha ricordato che non esiste una normativa specifica contro il cosiddetto “price gouging”, ovvero l’aumento eccessivo dei prezzi. L’arma principale resta quindi la pressione del pubblico.
“L’autorità non può fissare prezzi massimi né sanzionare direttamente rincari eccessivi, ma può esporre pubblicamente chi non si comporta correttamente”, ha detto.
Fels ha inoltre richiamato il fenomeno noto come “rocket and feather”: i prezzi salgono rapidamente quando i costi aumentano, ma scendono lentamente quando i costi diminuiscono.
Nel frattempo, gli Stati e i Territori stanno valutando ulteriori interventi. Tra le ipotesi, una riduzione della GST sui carburanti oppure l’utilizzo delle maggiori entrate fiscali per finanziare aiuti diretti alle famiglie. Ma su questo punto manca ancora un accordo.
Per ora, il taglio delle accise rappresenta un sollievo solo sulla carta. Per molti automobilisti, soprattutto fuori dalle grandi città, il pieno continuerà a pesare ancora per settimane.