ROMA - Un video per annunciare il decreto con misure per affrontare l’emergenza del prezzo dei carburanti schizzato alle stelle a causa della guerra in Iran e Medio Oriente. Prima di partire per Bruxelles e partecipare a un Consiglio europeo che, inevitabilmente, è stato condizionato dalle conseguenze della crisi internazionale, Giorgia Meloni fa la sua mossa davvero ‘pop’, di certo quella che più tocca da vicino le preoccupazioni degli italiani dopo l’attacco di Usa e Israele al regime di Teheran.
La premier convoca a sorpresa un Consiglio dei ministri mercoledì scorso, in serata, per dare il via libera al provvedimento che già ci si attendeva la settimana scorsa ma che - aveva spiegato lei stessa in Parlamento - richiedeva un tempo di elaborazione più lungo in modo da valutare davvero “gli introiti derivanti dall’Iva” e quindi “costruire un impatto percepibile dai cittadini”. Si tratta, spiega subito dopo al Tg1, di un “taglio di 25 centesimi al litro”, di un intervento che allo stesso tempo consente di abbassare il prezzo dei carburanti ma anche di combattere le speculazioni “introducendo delle sanzioni per chi dovesse discostarsi”. È la stessa Meloni a definire questa misura una “priorità” del governo. La presidente del Consiglio, d’altra parte, era perfettamente consapevole di dover dare un segnale ai cittadini che, come confermano molte rilevazioni arrivate anche sul suo tavolo, si sentono minacciati direttamente dal nuovo conflitto e stanno manifestando un sentimento di crescente diffidenza nei confronti delle mosse di Donald Trump, verso cui finora Palazzo Chigi ha sempre cercato di tenere un rapporto magari franco ma comunque di vicinanza.
La replica dell’opposizione è arrivata a stretto giro, con la segretaria del Partito democratico Elly Schlein che, su Rai 3, ha parlato di un intervento di Giorgia Meloni sulle accise “con un decreto per 20 giorni. Se non si ferma questa guerra illegale, questo rimarrà un decreto elettorale...”. Lo ha detto la segretaria Pd parlando a Il cavallo e la torre su Rai3.
Ancora più critico Angelo Bonelli, di Avs, che parla di assenza di strategia del governo, “nel CdM sul caro energia, non ha avuto il coraggio di mettere il tetto al prezzo dell’energia e di fare la tassa sugli extraprofitti. Gli effetti della folle guerra di Trump erano prevedibili, soprattutto per un governo che aveva costruito la propria dipendenza esclusivamente sul gas - ha ribadito Bonelli -. Si utilizzino i 4 miliardi dell’ETS per ridurre il costo delle bollette e si introduca subito una tassa sugli extraprofitti per distribuire queste risorse a famiglie e imprese che stanno pagando il prezzo del caro energia”. D’altra parte, ormai da settimane, il timore dei partiti della maggioranza e della stessa premier è che le preoccupazioni degli italiani finiscano per mettere in secondo piano il referendum sulla giustizia e che è sicuramente un tornante politico delicato per il governo.
Pubblicamente nessuno ammette che le due cose siano collegate, ma fuori dai taccuini un importante esponente dell’esecutivo la mette così: “C’è chi sa giocare a dama e fa la sua mossa e chi no”.
Ancora una volta comunque Giorgia Meloni è tornata a separare le sorti dell’esecutivo da quelle dell’esito della consultazione.