La festa in onore della Madonna del Carmine di Colle d’Anchise continua a rappresentare uno di quei momenti di grande valore che, anno dopo anno, riescono a riunire e a impreziosire il tessuto della comunità italiana di Melbourne. Anche quest’anno, la celebrazione ha richiamato circa 300 persone: una conferma su quanto questo appuntamento sia sentito e profondamente radicato tra i compaesani.

A fare da cornice alla giornata, lo scorso 21 febbraio, la celebrazione religiosa presso la chiesa del Sacro Cuore a Oakleigh, con una Santa Messa seguita dalla tradizionale processione, rievocata con cura e rispetto per le consuetudini del paese d’origine. Un rito che conserva intatto il suo valore simbolico e spirituale, tramandato con dedizione da chi, con sapiente impegno, si adopera per mantenerlo vivo.

Cristina Spina, membro del comitato organizzatore – un gruppo nato esclusivamente per custodire questa tradizione e non legato ad associazioni più ampie – ha ripercorso le origini della festa in Australia. “È la Madonna più venerata nel nostro paese, molto importante per tutti noi”, ha spiegato, sottolineando come la celebrazione a Colle d’Anchise sia tradizionalmente fissata il 21 agosto.

Il desiderio iniziale era infatti quello di portare la statua originale in Australia, ma le difficoltà legate al trasporto di un manufatto ligneo hanno reso necessario trovare un’alternativa. Così, nel 2005, gli abitanti di Colle d’Anchise donarono alla comunità australiana un quadro raffigurante la Madonna, dando inizio alla prima celebrazione locale. “Per preservare la memoria e spiegare alle nuove generazioni l’importanza di questa devozione”, ha spiegato Spina.

La festa si è poi spostata, nella sua componente conviviale, al Whitehorse Club, dove si è svolta una cena danzante che ha visto una partecipazione calorosa e coinvolta. Il menu, fedele alla tradizione molisana, ha proposto un percorso gastronomico tipico – antipasto, lasagne, pollo e dolce – arricchito da dettagli che richiamano le usanze carnevalesche del paese, come le ‘cunchiell’, conosciute nel resto d’Italia anche come chiacchiere o crostoli, condivisi come simbolo di convivialità.

La serata è stata animata dalla musica della band No Limits, presenza ormai abituale negli ultimi anni, capace di accompagnare con energia l’intera giornata di festa. “Tra i tavoli – ha aggiunto Cristina – si respirava un’atmosfera familiare, e sono stati condivisi fra i commensali tanti ricordi di una volta”.

Dai racconti dei presenti è emerso come questa festa rappresenti, per chi vi prende parte, un momento importante, un’occasione per rendere omaggio a chi ha lasciato l’Italia portando con sé tradizioni e valori che, ancora oggi, rivivono e si rinnovano in Australia. 

“È il nostro legame con il passato – ha concluso Spina – e vogliamo trasmetterlo ai nostri figli, perché capiscano cosa era importante per i nostri genitori e perché queste tradizioni non vadano mai perdute”.