HOBART - Il primo ministro Anthony Albanese ha convocato un Consiglio intergovernativo straordinario per fronteggiare il rischio di aumenti dei prezzi e possibili carenze di carburante legati al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Al termine della riunione, il governo ha annunciato la nomina di una figura dedicata al coordinamento delle forniture: Anthea Harris, già a capo dell’Australian Energy Regulator, guiderà la taskforce incaricata di tenere la situazione sotto osservazione.
“C’è stato un forte senso di collaborazione durante l’incontro”, ha dichiarato Albanese da Hobart. Il primo ministro ha cercato di rassicurare l’opinione pubblica, sottolineando che le scorte attuali sono sufficienti, ma ha ribadito la necessità di spingersi oltre: “Voglio che l’Australia sia più che pronta”.
Parallelamente, l’Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) ha avviato un’indagine sui principali operatori del settore — tra cui Ampol, BP Australia e Mobil Oil — per possibili pratiche anticoncorrenziali. L’autorità ha ricevuto segnalazioni sulla difficoltà di accesso alla nafta per grossisti indipendenti e distributori attivi nelle aree regionali e rurali.
“La ACCC sta osservando con attenzione tutti i mercati dei carburanti in questa fase e sta esaminando queste segnalazioni con urgenza”, ha affermato la presidente Gina Cass-Gottlieb. Albanese ha aggiunto che è inaccettabile che aziende traggano vantaggio da una crisi internazionale, richiamando il ruolo dell’autorità nel verificare eventuali abusi di posizione dominante.
Sul fronte operativo, il ministro dell’Energia Chris Bowen ha raggiunto un accordo con le compagnie per aumentare la disponibilità di benzina e nafta nelle zone più colpite. Il ministro dell’Agricoltura Julie Collins ha spiegato che esiste già una mappa delle aree prioritarie, anche se la dimensione complessiva del problema è ancora in fase di valutazione.
Il governo ha inoltre autorizzato il rilascio di una settimana di scorte dai depositi di emergenza e ha temporaneamente allentato alcuni standard qualitativi per facilitare l’immissione di carburante sul mercato.
Nel frattempo, cresce la pressione da parte degli Stati e del settore dei trasporti. L’Australian Trucking Association chiede aiuti economici per le aziende colpite dall’aumento del prezzo della nafta e una riduzione dei costi legati all’uso delle strade. Le società di logistica avvertono che l’incremento dei prezzi finirà inevitabilmente per riflettersi sui consumatori, con possibili effetti a catena su beni e servizi.