CANBERRA - Angus Taylor ha pronunciato il suo primo discorso da leader dell’opposizione promettendo una svolta netta per il Partito liberale, con al centro il ripristino del tenore di vita degli australiani e una linea più dura sull’immigrazione.

Taylor ha conquistato la leadership questa mattina, rovesciando Sussan Ley dopo mesi di tensioni interne, e si trova ora a guidare un partito in difficoltà storica nei sondaggi.

“Non userò mezzi termini: il Partito liberale è nella posizione peggiore dalla sua fondazione nel 1944”, ha detto. Secondo Taylor, la priorità assoluta sarà il costo della vita, che ha definito “collassato sotto un governo Laburista marcio”. Ha accusato l’esecutivo Albanese di incapacità nella gestione dell’economia, sostenendo che gli australiani “stanno diventando più poveri” e che il loro livello di benessere “sta andando all’indietro”.

Il nuovo leader ha indicato come obiettivi chiave un’inflazione più bassa, tassi d’interesse più bassi e un carico fiscale ridotto. Ha ammesso che il partito ha commesso errori alle elezioni del 2025, in particolare proponendo un aumento delle imposte sul reddito personale. “Sono particolarmente consapevole che abbiamo sbagliato alcune scelte importanti, soprattutto sulle tasse, e non accadrà di nuovo”.

Il secondo pilastro della sua leadership riguarda sicurezza nazionale e identità. Taylor ha promesso una stretta sull’immigrazione, affermando che l’Australia non può accogliere persone che “odiano il nostro stile di vita”. “Se qualcuno vuole importare odio e violenza da un altro luogo, la porta deve essere chiusa”, ha dichiarato, parlando di minacce che il Paese non vedeva “da generazioni”.

Sul fronte interno, Taylor ha detto di voler rimettere la casa di proprietà al centro del “sogno australiano”, soprattutto per i giovani, e ha annunciato una rottura con l’agenda climatica del Partito laburista, promettendo di eliminare le tasse sul carbonio e puntare su una politica energetica “di buon senso”.

Nel tentativo di ricucire le divisioni, ha elogiato Sussan Ley per il suo impegno e ha invitato il partito a guardare avanti. Ley, sconfitta nel voto interno, ha annunciato che lascerà la politica nelle prossime settimane.

Il Partito laburista ha reagito immediatamente, il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha definito Taylor privo di credibilità economica. Di segno opposto il giudizio dell’ex primo ministro Tony Abbott, secondo cui Taylor è “l’uomo giusto” per guidare l’opposizione.

Ora il nuovo leader deve affrontare la sfida più urgente: unire un partito frammentato e fermare l’emorragia di consensi, mentre i Liberali cercano di rilanciarsi dopo mesi di caos interno.