CANBERRA - Angus Taylor ha lasciato il frontbench della Coalizione, aprendo formalmente la strada a una sfida per la leadership del Partito liberale contro Sussan Ley.
L’ex ministro aveva incontrato la leader nella serata di lunedì prima di rendere pubblica la sua decisione, sostenendo che il partito si trova nel momento più debole della sua storia recente e che serve un cambio di guida.
“Ho rassegnato le dimissioni dal governo ombra - ha dichiarato Taylor alla Parliament House -. Ho cercato di essere costruttivo e ho sostenuto la leadership di Sussan Ley in una fase difficile. Ma dobbiamo essere onesti: il Partito liberale è nella posizione peggiore dal 1944. È una realtà che non possiamo ignorare”. Secondo Taylor, Ley non sarebbe nella condizione di guidare il rilancio necessario.
Pur evitando di indicare tempi precisi per un eventuale voto di partito, Taylor ha chiarito che la sua proposta politica ruoterà attorno al “ripristino del tenore di vita” e alla difesa dello stile di vita australiano. “È questo che gli elettori vogliono sentire”, ha detto, promettendo ulteriori dettagli nei prossimi giorni.
La decisione, ha aggiunto, è stata rinviata per non interferire con la visita in Parlamento del presidente israeliano Isaac Herzog. Ley, che lo ha incontrato nella giornata di lunedì, non ha ancora commentato ufficialmente. Fonti parlamentari indicano che altri esponenti del frontbench potrebbero seguire Taylor, anche se i numeri per una sua vittoria non sarebbero affatto scontati.
Ley, eletta leader a maggio dopo aver battuto di misura Taylor, è la prima donna alla guida dei Liberali. All’interno del partito cresce però l’irritazione per i sondaggi disastrosi e per la sensazione che non le sia stato concesso abbastanza tempo per consolidare la leadership. Il deputato moderato Tim Wilson ha evitato un sostegno pieno, parlando di “lealtà” ma lasciando intendere che valuterà la scelta migliore per il partito.
Sul fronte avversario, il governo ha colto l’occasione per lanciare il suo attacco. Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha definito Taylor un simbolo della perdita di credibilità economica dei Liberali, accusandolo di aver contribuito a deficit e debito più elevati.
La resa dei conti potrebbe materializzarsi dopo settimane turbolente, segnate dalla spaccatura temporanea con i Nazionali e dal crollo nei sondaggi. L’ultimo Newspoll assegna alla Coalizione un modesto 18 per cento di voto primario, dietro il Partito laburista e One Nation.
Con i Liberali fermi al 15 per cento, la battaglia per la leadership appare sempre più come un tentativo di arginare una crisi profonda, più che di risolverla.