BUENOS AIRES – Trovare la propria voce, il proprio modo di esprimersi in italiano, attraverso il teatro. È l’obiettivo di un laboratorio trimestrale proposto da Leticia Lucioni e Sara Maggi, a partire dal 7 aprile per tre mesi al Teatro Anfitrión (Venezuela 3340), il martedì dalle 19 alle 21.  

Due professioniste di larga esperienza nella conduzione di gruppi. Entrambe italiane madrelingua e residenti a Buenos Aires da vari anni, entrambe docenti, entrambe dotate di una solida preparazione ed esperienza in campo teatrale.

Leticia, formatasi nell’ambito del Teatro Forum (una tecnica che usa la recitazione come strumento di cambiamento sociale), ha lavorato alla Dante e nel gruppo di teatro comunitario (fatto cioè dagli abitanti di un quartiere o una città, non attori professionisti) del Circuito Cultural Barracas di Buenos Aires, fondato da Ricardo Talento.

Poi ha dato vita a un proprio gruppo di teatro in italiano, Teatro a posto, che nel 2023 ha debuttato con Tutto fa luce, un’opera collettiva nata da incontri via zoom durante la pandemia.

Sara viene dal mondo del teatro di strada, per il quale si è formata alla Emad (Scuola municipale di arti drammatiche) di Buenos Aires e attualmente frequenta il corso di laurea in Espressione corporea dell’Università delle Arti.

“Siamo una bella accoppiata – scherza Leticia –. Ci completiamo a vicenda”.

Da sinistra, Sara Maggi e Leticia Lucioni.

Il laboratorio è aperto a tutti, con o senza esperienza sul palcoscenico. Unico requisito: una conoscenza, anche solo di base, dell’italiano. Sara e Leticia sono anche docenti di lingua e penseranno al resto: tra giochi, improvvisazioni e montaggio di piccole scene, uno degli obiettivi del laboratorio è migliorare nell’espressione e comunicazione.

“Non è una scuola – sottolinea Leticia –. Ma segnaleremo gli errori e soprattutto cercheremo di ampliare il lessico con frasi idiomatiche, modi di dire, proverbi”. Tutti quegli elementi che rendono viva una lingua, scrollando la polvere delle conoscenze libresche.

“Ogni lezione inizierà con un riscaldamento in movimento – dice Sara –. L’obiettivo di questi tre mesi introduttivi è imparare a sentire il corpo e la presenza, la concentrazione, il senso del gruppo, in modo che, se qualcuno si dimentica la battuta, gli altri sanno come risolvere per andare avanti”.

Finito il laboratorio, chi vorrà potrà entrare nel gruppo stabile Teatro a posto e partecipare alle prossime produzioni. “Non ci sono esami né audizioni – afferma Leticia –. Chiediamo solo un minimo di impegno e voglia di creare insieme e mettersi in gioco”.

Il flyer del corso di teatro. 

Il gruppo è costituito principalmente da donne, ma tutti sono benvenuti. “Le porte sono aperte a tutti quelli che vogliono trovare un luogo dove recitare, scrivere, parlare in un’altra lingua, ballare e cantare”, è l’invito di Sara.

“Nel nostro modo di intendere il teatro, ogni produzione è una creazione collettiva – afferma Leticia –. Teatro è anche tutto ciò che ruota intorno allo spettacolo: produzione, scenografia, costumi... Persino la chat di Whatsapp dove si prendono accordi e si distribuiscono gli incarichi”. Le fa eco Sara: “L’idea è uscire dalla logica individualista, dove si pensa che l’importante sia ‘imparare la mia parte’. Il lavoro è corale”.

Tre mesi, dunque, per scoprire che il teatro non è un tempio solenne e inaccessibile, ma un gioco a cui tutti possono partecipare. “È proprio ciò che ho imparato vivendo in Argentina – conclude Leticia –. A Buenos Aires c’è spazio per tutti, quindi anche per il teatro in italiano”.

Per info e iscrizioni: 1123161202 (Sara).